Secondo un recente rapporto redatto dall'Ispa, intitolato "Il Clima futuro in Italia", entro la fine del secolo si installerà nel nostro Paese lunghe estati di stampo tropicale, con un aumento della temperatura fra
1.8 e 5.4 gradi, con picchi sino a +7°C tra luglio e agosto.
Il famigerato tetto dei 2°C entro il 2100 sembra quindi
sempre più restrittivo. Una soglia che se superata potrebbe portare a estati
tropicali anche in Italia con temperature che di notte non scenderebbero sotto
i 20°C, aumentando così mediale tra le 14 e 59 annualmente. Di conseguenza aumenterebbero
le giornate estive, ovvero con temperature oltre i 25°C, e diminuirebbero le
notti di gelo. Secondo Franco Desiato, responsabile del settore clima e meteorologia
applicata dell'Ispra, le precipitazioni complessive potrebbero non
diminuire, ma le piogge saranno più intense e concentrate.
Purtroppo un trend confermato anche degli ultimi dati. Gli
indicatori del clima in Italia nel 2014 ma anche nei primi mesi del 2015
- prosegue Desiato - abbiamo registrato anomalie e temperature
più calde della norma. Secondo i dati del Cnr a maggio il termometro è salito
di 1,78 gradi sopra la media, con piogge ridotte del 31%.
A detta di Antonio Navarra, presidente del Centro
Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, Il nostro paese si trova alla
frontiera tra la zona subtropicale e quella delle medie latitudini. Se il
cambiamento climatico farà slittare questo confine di alcune centinaia di
chilometri verso nord, la Terra potrebbe sopravvivere senza grandi traumi, ma
per noi la trasformazione sarebbe epocale. Nello scenario peggiore le precipitazioni
diminuiranno del 15-20%. Il tutto dipenderà da quanti gas serra verranno
immessi nei prossimi decenni in atmosfera, così che la temperatura potrebbe
aumentare anche meno di 2°C oppure toccare anche i 5/7°C.
A maggio di quest'anno, secondo la National Oceanic and
Atmospheric Administration americana, l'anidride carbonica ha superato la
barriera di 400 parti per milione. È la prima volta che avviene sulla Terra in
due milioni di anni. E anche rispetto alle ere geologiche del passato in cui la
CO2 era in aumento, oggi il tasso di crescita è 100 volte più rapido.
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