10 novembre 2013
ore 7:50
di Manuel Mazzoleni
 Per tutti
Carta A
Carta A
L'11 Novembre si celebrerà San Martino, patrono di Belluno e di un centinaio di altri comuni, nonché protettore di albergatori, cavalieri, fanteria, mendicanti, sarti, sinistrati, vendemmiatori e forestieri. La leggenda vuole che proprio in concomitanza di questa data l'Italia, ma anche parte dell'Europa, viva la cosiddetta Estate di San Martino, un periodo autunnale in cui, dopo le prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore.

Ma chi era San Martino?  


Martino di Tours
nacque a Candes-Saint-Martin il 316 o 317 e fu così chiamato dal padre, importate ufficiale dell'Esercito romano, in onore di Marte, il dio della Guerra. Da adolescente si trasferì con la famiglia a Pavia ove all'età di 15 anni si arruolo nell'esercito. Mandato in Gallia conobbe il Cristianesimo tant'è che si congedò dalle armi divenendo monaco nella regione di Poitiers. Quando Martino era ancora un militare, ebbe la visione che diverrà l'episodio più narrato della sua vita e quello più usato dall'iconografia e dalla aneddotica. Si narra infatti che quando si trovava alle porte della città di Amiens, in una giornata di pioggia, vento e gelo con i suoi soldati, incontrò un mendicante seminudo. D'impulso tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante. San Martino, contento di avere fatto la carità, spronò il cavallo e se ne andò sotto la pioggia, che cadeva più forte che mai. Ma fatti pochi passi ecco che smise di piovere ed il vento si calmò. Di lì a poco le nubi si diradarono, il cielo divenne sereno e l'aria si fece mite. Il sole cominciò a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Quella notte sognò che Gesù si recava da lui e gli restituiva la metà di mantello che aveva condiviso. Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro.


Ma c'è un fondo di verità?

Se esaminiamo la mappa climatologica (1948-2010) della distribuzione della pressione al suolo sull'Europa si evince qualcosa di sorprendente. Sebbene l'Estate di San Martino rimanga una leggenda popolare, essa trova tuttavia un reale riscontro fisico. Infatti la carta A mostra una moderata espansione dell'alta pressione delle Azzorre dalla Spagna verso l'Europa centrale, lasciando invece strade alle correnti perturbate fredde solo sull'Europa nordorientale. A risentirne maggiormente sembrano appunto le regioni centro-settentrionali del Paese, mentre quelle meridionali appaiono penalizzate dalla presenza di un'area di bassa pressione sul Mediterraneo meridionale.


Situazione che ritroviamo parzialmente anche in quota, come mostrato dalla carte B che evidenzia l'espansione dell'anticiclone delle Azzorre sull'Europa occidentale e parzialmente sulla nostra Penisola.
 

Come vuole la tradizione l'estate di San Martino solitamente dura tre giorni ed un pochino. La carta C ci mostra la distribuzione della pressione al suolo media sull'Europa nei giorni 11-12-13-14 Novembre dal 1948 al 2010. Anche in questo caso notiamo la presenza di un ponte di alte pressioni che abbraccia gran parte dell'Europa meridionale, inglobando buona parte dell'Italia, specie centro-settentrionale.

Carta B
Carta B
Carta C
Carta C
San Martino di Tours
San Martino di Tours
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