20 giugno 2019
ore 18:58
di Francesco Del Francia
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 Per tutti



DESCRIZIONE: Generalmente, nel gergo popolare, si parla di fulmine a ciel sereno quando ci si trova dinnanzi ad un evento inaspettato. In realtà, nel campo meteorologico quello del fulmine a ciel sereno risulta sì un fenomeno poco convenzionale, ma nemmeno così raro come potrebbe sembrare. Ovviamente, tutti i fulmini (fatta eccezione per i fulmini globulari) nascono da una nube temporalesca e possono manifestarsi tra nube e suolo, tra nube e nube, tra nube e aria oppure rimangono "intra-cloud" ossia all'interno della stessa nuvola. Non tutti i fulmini però si propagano verticalmente, ossia al di sotto della nube temporalesca; alcuni percorrono una parte del piano orizzontale prima di cadere al suolo anche a distanza di 15-20 km dalla base del cumulonembo. In quest'ultimo caso si parla di fulmini positivi, ossia quella tipologia di scarica elettrica che parte dalla sommità della nube (e non dalla base del cumulonembo come avviene per i più diffusi fulmini negativi) dirigendosi poi verso il suolo percorrendo, in alcuni casi, sino a 20 km in orizzontale. Ecco svelato, quindi, come un ipotetico osservatore potrebbe veder scaricare a terra una saetta pur con cielo completamente sereno sulla propria verticale; la nube temporalesca si troverebbe comunque entro massimo una o due decine di km.

L'interazione tra gli umidi venti marini e le brezze di terra uniti all'influenza della componente orografica favoriscono, prevalentemente, la genesi di due particolari tipologie di temporali: quelli termo-convettivi e quelli orografici. Proprio queste due tipologie di temporali, statisticamente, risultano estremamente ricche di fulminazioni e in particolare risulterebbero quelle maggiormente soggette alla genesi di fulmini positivi, fulmini estremamente pericolosi considerato che trasportano un'energia dalle 4 alle 80 volte superiore rispetto alle classiche saette a carica negativa. Sempre a livello statistico, è giusto ricordare come in Italia cadano mediamente circa 1,5 milioni di fulmini all'anno; il nostro Paese insieme alla Penisola balcanica risulta la zona d'Europa dove ne cadono di più.


LE AREE PIU' A RISCHIO
: Considerata la complessa orografia italiana appaiono molteplici le aree del territorio in cui potrebbe cadere anche solo una volta all'anno un fulmine a ciel sereno. Per motivazioni legate principalmente a riscontri statistici ma che risultano strettamente correlate a fattori micro-climatici, morfologici e orografici riportiamo quattro zone fortemente soggette a tale tipo di fenomeno. La zona intorno alla città di Civitavecchia (con la componente orografica fornita dai vicini Monti della Tolfa), la zona di Torre del Greco e Torre Annunziata (componente orografica fornita dal Vesuvio e dal Monte Somma), quella striscia di terra tarantina che abbraccia Mottola e Castellaneta (componente orografica fornita dalle Murge) nonché lo spezzino meridionale/viareggino (componente orografica fornita dalle Alpi Apuane). In maniera meno rilevante, ma che merita comunque menzione possiamo annoverare anche l'aree poste tra la Piana di Fondi e Formia che risulta rispettivamente prospicienti ai Monti Ausoni e ai Monti Aurunci. 

Lo sa bene il Prof. Guido Andriani, ex ufficiale della marina militare italiana attualmente docente di meteorologia e discipline nautiche all'IISS Calamatta di Civitavecchia. In queste zone, in particolare nelle prime quattro - sottolinea Andriani - si riscontra una cadenza del fenomeno del fulmine a ciel sereno mediamente tra le 3 e le 6 volte all'anno. Proprio la frequenza con cui tali fenomeni si presentano nell'area civitavecchiese - continua Andriani - ha indotto, ad esempio, gli arbitri o gli allenatori di calcio operanti in zona a dimostrarsi all'erta sin dai primi segnali temporaleschi che si scorgono in lontananza sulla Tolfa: la salvaguardia dei ragazzi che giocano o si allenano all'aperto viene prima di tutto!

La prudenza in questi casi non è mai troppa anche perché, come espresso in precedenza, l'Italia risulta un Paese altamente vocato all'attività temporalesca; basti pensare come l'area europea in cui si registrano più fulmini in assoluto si trova sul Lago di Como, nei pressi del confine svizzero. Insomma, anche se ormai dovrebbero essere assodate dalla maggioranza dell'utenza almeno le norme comportamentali da adoperare quando ci si trova sotto una nube temporalesca, è opportuno comunque tenere in considerazione le zone citate e non sottovalutare nemmeno i temporali "apparentemente" più distanti.

► Maggiori informazioni sui corretti comportamenti da tenere in caso di fulmini e temporali li potette trovare nei seguenti link: 

https://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/i-nubifragi-in-italia--conoscere-i-rischi-e-le-norme-di-auto-protezione-in-caso-di-maltempo-183411 

http://www.protezionecivile.gov.it/attivita-rischi/meteo-idro/sei-preparato/cosa-fare-in-caso-di-temporali-e-fulmini

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