Uno scatto di Milano durante la grande nevicata del Gennaio 1985
Ripercorriamo l'ondata di gelo e neve del gennaio 1985. Eravamo infatti ormai alle porte di quella che poi è diventata famosa per gli abitanti del Nord come la
più grande nevicata del ventesimo Secolo. Un'ondata di freddo eccezionale che capovolse le sorti dell'inverno 84-85 fino ad allora risultato mite e poco perturbato.
Tutto avvenne nell'arco di una ventina di giorni a partire dalla fine di Dicembre del 1984 quando a livello stratosferico un massiccio riscaldamento polare fece scivolare due noccioli di aria gelida, uno verso l'Europa settentrionale ed un altro sul Canada. Con la complicità
dell'anticiclone delle Azzorre che si spinse fino all'Islanda e oltre la colata
artica europea riuscì ad arrivare alle nostre latitudini dando luogo ad una
lunga ondata di gelo e neve che si divise in due fasi.
PRIMA FASE 5-9 GENNAIO: l'aria gelida in ingresso dalla porta
della Bora che soffiò fino 100km/h riesce a formare un minimo di bassa
pressione tra la Toscana ed il Lazio con nevicate storiche che interessarono
abbondantemente Firenze con 40cm di accumulo (fino a 80cm in val di Cecina) e Roma
con 30cm.
neve a firenze
la neve a Roma
Con lo scivolamento del minimo verso sudest tra il 6 e il 9 Gennaio la
neve raggiunge anche la Campania ed il resto del sud con accumuli fino a 25 cm sulle zone collinari di Napoli, era dal 1956 che non accadeva.
La neve al Vomero a Napoli
Nel contempo più sottovento rispetto
alla posizione del vortice le regioni settentrionali registravano le
temperature più basse del secolo grazie all'albedo notturno che fece scivolare
le minime anche al di sotto dei -20° sulla Pianura Padana. Tra i giorni 10 e 11
Gennaio il maltempo lasciò il centro sud e i cieli tornarono sereni ma si
registrarono ulteriori diminuzioni nei valori minimi con valori record aFirenze (-23,2°) e Piacenza (-22,2).
SECONDA FASE 13-17 GENNAIO: un nuovo ed imponente impulso di
aria gelida aggirò le Alpi sfociando nel Mediterraneo dal Golfo del Leoneoriginando una vasta circolazione ciclonica con perno sulle Isole Baleari che
si approfondì tra il 13 ed il 14 Gennaio sul Mar Ligure. A quel punto tutte le
regioni settentrionali si trovarono nella morsa del maltempo e grazie alla
temperature rigidissime il cuscino di aria fredda sulla Pianura Padana consentì
alla neve di cadere fino al suolo ed in misura eccezionale.
In una sola
nevicata, che durò oltre 72 ore, caddero tra i 70 ed i 90 cm di neve. Il totale dei
centimetri di neve caduti raggiunse livelli record: 20 centimetri a
Genova, 30 a
Venezia, 40 a
Padova e Treviso, 50 a
Udine e Vicenza, 60 a
Biella, 80 a
Bologna, 110 a
Como, 122 a
Varese, da 130 a
150 cm
a Trento. A Milano, dopo 4 giorni e 3 notti di nevicata, il manto nevoso
arrivava fino a 70/90 cm.
La nevicata storica di Milano
La neve a Milano
Il capoluogo lombardo si trovò a fronteggiare la peggiore emergenza neve del
20° secolo in quanto, ironia della sorte, tutti i mezzi antineve erano stati
inviati pochi giorni prima a Roma per l'emergenza neve della Capitale.
Nevicò
poi in tutta la Sardegna, Cagliari compreso con veri e propri blizzard nelle
zone interne dell'isola dove il manto nevoso raggiunse i 50 cm. La neve tornò ad
imbiancare anche la Toscana ma in misura minore dei giorni precedenti e più a
sud grazie allo scirocco richiamato dal vortice la neve si trasformò in pioggiamettendo fine in modo naturale all'emergenza gelo delle regioni meridionali.