Dalla goccia fredda all'MCS: perché i temporali diventano così estesi
Le immagini satellitari di questa mattina mostrano un vasto sistema temporalesco ben organizzato sul Tirreno, a ridosso del Lazio. Si tratta di MCS (Mesoscale Convective System), ovvero un sistema convettivo a mesoscala. Un MCS è formato da numerosi temporali che interagiscono tra loro fino a comportarsi come un'unica struttura. Può estendersi per centinaia di chilometri, durare molte ore e produrre precipitazioni abbondanti, forti raffiche di vento, grandine e intensa attività elettrica.
Perché si forma un sistema di questo tipo? Il primo ingrediente è la dinamica atmosferica. In quota è presente una goccia fredda associata a un nucleo di elevata vorticità potenziale, una configurazione che favorisce il sollevamento dell'aria e rende più facile lo sviluppo di temporali intensi e organizzati. Il secondo ingrediente è il Mediterraneo eccezionalmente caldo. Acque molto più calde della norma aumentano l'evaporazione e forniscono all'atmosfera grandi quantità di calore e umidità: il carburante che alimenta la convezione. Quando questi due fattori si combinano, i temporali non rimangono isolati ma possono organizzarsi in un unico grande sistema, capace di rigenerarsi continuamente.
Nelle immagini satellitari si nota anche una struttura che tende ad avvolgersi attorno al minimo in quota, un comportamento tipico dei sistemi convettivi inseriti nella circolazione ciclonica della goccia fredda. Un mare molto caldo, da solo, non basta a generare un MCS. Serve una forzante dinamica che inneschi e organizzi la convezione. Allo stesso tempo, senza l'energia fornita da un mare così caldo, i temporali avrebbero generalmente meno intensità e minore capacità di mantenersi attivi. Questi eventi nascono dall’azione combinata tra una configurazione atmosferica favorevole e un Mediterraneo che in questo periodo sta immagazzinando una quantità di energia decisamente superiore alla norma.
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