Euclid ci mostre le sui primi impressionanti immagini - credit: asi.it
Cinque istantanee dell'universo, 5 immagini che mostrano
angoli del nostro cosmo come nessuno li ha mai visti. Stiamo parlando delle
prime 5 immagini scientifiche del telescopio spaziale Euclid, presentate il 7
novembre 2023 dall'Agenzia Spaziale Europea e già considerate da tutti
rivoluzionarie. A detti di molti ci troviamo all'inizio di una nuova era, di
una vera e propria rivoluzione per l'astronomia dove con grande orgoglio anche
l'Italia gioca un ruolo importante.
Secondo quanto riportato dell'Esa mai prima
d'ora un telescopio spaziale è stato in grado di realizzare immagini
astronomiche così nitide di una zona così ampia di cielo, con uno sguardo così
profondo sull'Universo lontano. Queste prime cinque immagini illustrano il
pieno potenziale di Euclid; dimostrano che il telescopio è pronto a creare la
più estesa mappa 3D dell'Universo, per scoprire alcuni dei suoi segreti più
nascosti. Quali? Euclid, come precisa l'Agenzia Spaziale Europea è il nostro
detective dell'Universo oscuro, che ha il compito più difficile di indagare su
come la materia oscura e l'energia oscura abbiano conferito al nostro Universo
l'aspetto che ha oggi. Sembra infatti che bel il 95% del cosmo sembra essere
costituito da queste misteriose entità "oscure". Per rilevare questi "fantasmi"
e la loro influenza su quello che noi riusciamo a vedere nei prossimi sei anni
Euclid osserverà le forme, le distanze e i movimenti di miliardi di galassie
fino a 10 miliardi di anni luce di distanza. In questo modo, realizzerà la più
estesa mappa cosmica tridimensionale mai creata.
Ma perché è considerato rivoluzionario? Ciò che rende
speciale la visione del cosmo di Euclid, continua l'ESA, è la sua capacità di
creare un'immagine visibile e infrarossa straordinariamente nitida di un'enorme
porzione di cielo in una sola sessione. E le prime 5 immagini ( ancora in fase
di test) ne sono la prova. Da esse si possono osservare sia la totalità che i
dettagli, anche a zoom differenti, sia delle stelle luminose che delle galassie
più deboli e più lontane.
Come spiegato dalla Direttrice di Scienza dell'ESA, la
materia oscura avvicina le galassie e le fa ruotare più rapidamente di quanto
la sola materia visibile possa fare; l'energia oscura sta determinando
l'espansione accelerata dell'Universo. Euclid permetterà per la prima volta ai
cosmologi di studiare insieme questi oscuri elementi contrastanti. Con questo
telescopio si potranno compiere importanti passi in avanti nella comprensione
del cosmo nel suo complesso e dare una risposta a uno dei più grandi misteri
della fisica moderna.
Stupito anche René Laureijs, Scienziato di progetto dell'ESA
della missione Euclid che con grande orgoglio afferma che sino ad oggi non si
erano mai viste immagini astronomiche di questo tipo, contenenti così tanti
dettagli. Renè sostiene che sono ancora più belle e nitide di quanto potessimo
sperare, e mostrano molte caratteristiche inedite in zone ben conosciute
dell'Universo vicino.
*** Ma vediamo di spiegare queste immagini ***
Il primo
zoom sull'Universo, già ritenuto unico e rivoluzionario, è l'ammasso di
galassie Perseo. L'immagine mostra, infatti, 1.000 galassie appartenenti
all'ammasso di Perseo e oltre 100.000 galassie più lontane sullo sfondo. Molte
di queste deboli galassie non erano mai state viste prima. Alcuni di esse sono
così distanti che la loro luce ha impiegato ben 10 miliardi di anni per
raggiungerci. Mappando la distribuzione e la forma di queste galassie, i
cosmologi potranno scoprire di più su come la materia oscura abbia plasmato
l'Universo che vediamo oggi. Ricordiamo che questo ammasso di galassie è una
delle più massicce strutture conosciute nell'Universo, situata a
"soli" 240 milioni di anni luce di distanza dalla Terra.
Euclid?s view of the Perseus cluster of galaxies - ESA
La seconda immagine immortale la Galassia a spirale IC 342. Potrebbe
sembrare un'immagine come tante alte scattate da quasi telescopio, ma non è
vero. La particolarità è che con un solo scatto abbiamo un'ampia visuale che
copre l'intera galassia, ma possiamo anche ingrandire per distinguere singole
stelle e ammassi stellari. Ciò rende possibile tracciare la storia della
formazione stellare e comprendere meglio come le stelle si sono formate e si
sono evolute nel corso della vita della galassia. Per ottenerla Euclid ha
utilizzato il suo strumento nel vicino infrarosso per scrutare attraverso la
polvere e misurare la luce proveniente dalle numerose stelle fredde e di
piccola massa che dominano la massa della galassia. Per i meno esperti IC 342
si trova a circa 11 milioni di anni luce dalla Terra, molto vicino alla nostra
galassia. È grande quanto la Luna piena nel cielo. E come galassia a spirale, è
considerata una specie di galassia della Via Lattea. È, tuttavia, difficile
studiare la nostra galassia perché siamo al suo interno e possiamo vederla solo
di lato. Quindi, studiando galassie come IC 342, possiamo imparare molto sulle
galassie come la nostra.
Galassia a spirale IC 342 vista dalla missione Euclid - ESA
La terza immagine è la Galassia irregolare NGC 6822. È la
prima galassia nana irregolare osservata da Euclide e si trova nelle vicinanze,
a soli 1,6 milioni di anni luce dalla Terra. Fa parte dello stesso ammasso di
galassie della Via Lattea (chiamato Gruppo Locale) e fu scoperto nel 1884. Nel
1925 Edwin Hubble fu il primo a identificare NGC 6822 come un "sistema
stellare remoto" ben oltre la Via Lattea. Seppur osservata in passato Euclid è il primo a catturare l'intera galassia e i suoi dintorni in alta risoluzione
in circa un'ora, cosa che non sarebbe possibile con i telescopi da terra
(l'atmosfera impedisce questa nitidezza) o con Webb (che realizza immagini
molto dettagliate di piccole parti del cielo). Un aspetto interessante di
questa galassia è che le sue stelle contengono piccole quantità di elementi che
non siano idrogeno ed elio. Questi elementi "metallici" più pesanti
sono prodotti dalle stelle nel corso della loro vita e quindi non sono molto
comuni nell'Universo primordiale.
Galassia irregolare NGC 6822 vista da Euclid - ESA
La quarta immagine ha come soggetto l'ammasso globulare NGC
6397. Ci troviamo a circa 7800 anni luce dalla Terra, NGC 6397 è il secondo
ammasso globulare più vicino a noi. Insieme ad altri ammassi globulari orbita
nel disco della Via Lattea , dove si trova la maggior parte delle stelle. Gli
ammassi globulari sono alcuni degli oggetti più antichi dell'Universo. Ecco
perché contengono molti indizi sulla storia e l'evoluzione delle galassie che
li ospitano, come questo per la Via Lattea. I loro centri contengono tantissime
stelle, così tante che le più luminose 'affogano' quelle più deboli. Le loro
regioni esterne si estendono molto lontano e contengono per lo più stelle
deboli e di piccola massa. Sono le deboli stelle che possono raccontarci le
precedenti interazioni con la Via Lattea. Attualmente nessun altro telescopio
oltre a Euclid può osservare l'intero ammasso globulare e allo stesso tempo
distinguere i suoi deboli membri stellari nelle regioni esterne da altre
sorgenti cosmiche.
Ammasso globulare NGC 6397 nell'immagine dalla missione Euclid - ESA
La quinta immagine, infine, riguarda la nebulosa Testa di
Cavallo. A circa 1375 anni luce di distanza, Horsehead - visibile come una
nuvola scura a forma di testa di cavallo - è la regione di formazione stellare
gigante più vicina alla Terra. Si trova appena a sud della stella Alnitak, la
più orientale delle famose tre stelle di Orione, e fa parte della vasta nube
molecolare di Orione. Seppur già ampiamente fotografata in passato, solo
Euclid è stato in grado di creare una visione così nitida e ampia con una sola
osservazione. Euclid ha catturato questa immagine della Testa di Cavallo in
circa un'ora, il che dimostra la capacità della missione di fotografare molto
rapidamente un'area del cielo senza precedenti e con un elevato dettaglio.
La Nebulosa Testa di Cavallo vista da Euclid - ESA
Cosa ci riserverà il futuro? Sicuramente ci saranno nuove
scoperte all'orizzonte. Le immagini non solo sono splendide ma contengono una
grande quantità di nuove informazioni sull'Universo vicino, che ci portano
oltre il regno della materia oscura e dell'energia oscura, rendendo Euclid una
miniera di informazioni sulla fisica delle singole stelle e galassie. Queste
permetteranno ad astronome e astronomi di studiare la distribuzione della
materia nell'Universo e la sua evoluzione su scala estremamente vasta. Ricordiamo
che Euclid è stato lanciato verso il Punto di Lagrange L2 del sistema
Sole-Terra con un razzo Falcon 9 di SpaceX dalla Stazione Spaziale di Cape
Canaveral in Florida, USA, alle 17:12 CEST del 1° luglio 2023. Nei mesi
successivi al lancio, team scientifici e ingegneristici sono stati impegnati in
un'intensa attività di test e messa a punto degli strumenti scientifici. Il
team sta provvedendo all'ultima messa a punto del veicolo spaziale prima
dell'inizio del 2024, quando partiranno le osservazioni scientifiche di
routine. In sei anni, poi, Euclid
effettuerà la rilevazione di un terzo del cielo con una precisione e una
sensibilità senza precedenti.
Perché tanta Italia? La missione appoggia sulla
collaborazione di ben 20 Paesi europei, più gli Stati Uniti con la Nasa, 300
istituti di ricerca e 80 aziende, per un totale di 3.500 persone attive e 140
contratti industriali. Sotto la guida dell'Agenzia Spaziale Italiana, l'Italia
collabora con Istituto Nazionale di Astrofisica, Istituto Nazionale di Fisica
Nucleare e il Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big
Data e Quantum Computing, che mette a disposizione della ricerca risorse di
calcolo e personale per le attività di simulazione e modellistica teorica
necessarie per l'analisi scientifica dei dati che aiuteranno a costruire la
mappa 3D dell'universo. Partecipano anche numerose università italiane, fra le
quali quelle di Bologna, Ferrara, Torino, Genova, del Salento e Trieste,
Statale di Milano, Sapienza di Roma, Roma Tre, Sissa e Cisas. L'Asi, con Inaf e
Infn, guida anche l'Associazione temporanea d'Imprese che ha contribuito agli
strumenti, con Ohb Italia mandataria, Sab Aerospace e Temis mandanti.