5 febbraio 2020
ore 9:33
di Francesco Nucera
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 Per tutti

Il 5-6 febbraio 1991 un'ondata di gelo e neve interessò l'Italia attraverso uno degli attacchi più freddi artici degli ultimi tempi. Un poderoso blocco gelido direttamente dalle latitudini artiche si incamminò verso l'Europa centrale sul bordo orientale dell'anticiclone in rinforzo sulla Scandinavia. La pressione sulla Scandinavia raggiunse i 1050 hPa, segno della massa d'aria gelata che stazionava a quelle latitudini.

Il gelo raggiunse l'Italia colpendo in particolare le regioni centro settentrionali tra il 5 e l'8 febbraio. Per capire l'entità della massa d'aria in arrivo basti pensar che le temperature nella libera atmosfera raggiunsero i -40°C a 5000m e i -21°C a 1500m. Il blocco gelido una volta entrato sull'Italia formò una classica depressione al suolo sul Ligure ; fu proprio l'interferenza tra l'aria mite e quella decisamente gelida responsabile della apotesi nevosa.

La neve interesserò tutta la Valpadana, da Venezia a Torino con accumuli fino a 30cm o superiore in pianura. La neve cadde in maniera anche abbondante a Forlì, Rimini, Ancona, Grosseto, Parma, Firenze, Lucca e Genova. Temporali nevosi colpirono Viterbo mentre qualche fiocco ci fu anche a Roma.

Le temperature subirono un brusco calo e ci furono alcune giornate di 'ghiaccio' ( massime sotto zero) . Tra i valori più bassi ricordiamo i -16°C a Malpensa, -15°C ad Aosta e Perugia, i -14°C a Forlì, i -13°C a Piacenza e Cervia, -12°C a Bologna, Ancona e Verona, i -11°C a Novara, Milano, Brescia e Bergamo, i -10°C a Viterbo. Fino a -21°C a Dobbiaco. La forte Bora oltre i 90 km/h 'gelò' Trieste dove le temperature raggiunsero i -7°C. Il freddo storico si portò anche più a sud ma non fu nulla di eclatante rispetto al resto della Penisola.

L'inverno 1990-91 fu piuttosto freddo e nevoso con il picco che venne raggiunto tra la terza decade di gennaio e la prima parte di febbraio, addirittura memorabile se relazionato al periodo climatico che stiamo attraversando.


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