16 maggio 2019
ore 16:36
di Carlo Migliore
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 Per tutti

La metropoli messicana con i suoi quasi 9 milioni di abitanti sta sperimentando una delle emergenze ambientali più rilevanti degli ultimi 30 anni. Dopo essersi guadagnata la fama di città più inquinata al mondo negli anni '80 e '90, una serie di interventi mirati a livello governativo erano riusciti quasi a dimezzare i livelli di smog ma in questi giorni di alta pressione e clima caldo la situazione è stata complicata  da una serie di incendi divampati nell'immediata periferia e l'aria è diventata irrespirabile, il cielo è diventato praticamente invisibile e una coltre grigia avvolge tutti gli edifici. 

A scopo cautelativo le autorità hanno disposto il totale blocco delle auto e invitato la popolazione a non fare allenamenti all'aperto e ad uscire di casa solo se strettamente necessario. Di fatto se la circolazione atmosferica non cambierà i residenti rischiano davvero grosso. Città del Messico si trova infatti a 2200m di altezza e quell'altitudine l'aria è più rarefatta, contiene meno ossigeno, circa il 20% in meno che al livello del mare, la respirazione è quindi già più problematica, figuriamoci se l'aria è anche piena di elementi inquinanti.

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