Era una delle due ipotesi ventilate dal probabilismo con una percentuale leggermente minore ed è diventata quella prioritaria a conferma del fatto che la probabilità non può essere considerata una certezza. Il gelo artico punterà verso l'Europa sud occidentale raccordandosi poi con un flusso atlantico basso che farà da contorno ad una grossa cellula anticiclonica tra Groenlandia e nord Atlantico. Se questa dinamica sarà confermata le conseguenze in termini di circolazione atmosferica per l'area mediterranea e l'Italia saranno importanti perchè potrebbe non fare freddo ma anzi, potremmo essere interessati dalla risalita di correnti miti da Sud richiamate dall'affondo della saccatura sul comparto iberico. Come sempre accade nelle fasi di riscaldamento repentino il Nord potrà in una prima fase risentire ancora di un cuscino di aria fredda e mantenere la possibilità che eventuali precipitazioni possano essere nevose fino a bassa quota. Tuttavia non è nemmeno scontato che sarà maltempo, almeno in una prima fase perchè la depressione occidentale stimolerà il rigonfiamento di un promontorio anticiclonico di matrice sub tropicale che dal nord Africa punterà verso il Bacino centrale del Mediterraneo.
Quindi cambia tutto, dal freddo pungente di San Silvestro e Capodanno all'arrivo di correnti umide e miti che potranno portare delle piogge sulle regioni più occidentali tra il 2 e il 3 gennaio.
Cluster meteo 5-7 gennaio
E' al vaglio dei modelli la possibilità che dal 4 gennaio l'Europa occidentale diventi sede di una profonda circolazione ciclonica in grado di portare maltempo diffuso sull'Italia centro settentrionale. Serviranno ulteriori conferme