22 dicembre 2017
ore 15:21
di Daniele Berlusconi
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 Per tutti

In questi giorni di alta pressione in pieno Inverno spesso parliamo di "inversione termica". Ma cosa significa questa espressione?

Inquinamento ed inversione termica
Inquinamento ed inversione termica

Facciamo prima un passo indietro e partiamo dal fenomeno, noto ai più, che in condizioni normali in libera atmosfera la temperatura dell'aria diminuisce all'aumentare della quota altimetrica in media di circa 6 gradi ogni 1000 metri di quota (gradiente termico verticale). Ciò si verifica perché il sole riscalda dal basso verso l'alto, ovvero i raggi solari riscaldano la superficie, che a sua volta riscalda l'aria nelle sue vicinanze. Questa, una volta riscaldata e salita di quota, è sottoposta a una pressione inferiore, si espande e si raffredda generando così un gradiente termico negativo (diminuzione della temperatura con la quota).

L'inversione termica invece indica il fenomeno opposto: ovvero la condizione per cui salendo di quota l'aria risulta più calda (gradiente termico positivo). Ciò può accadere sia in quota per effetto di subsidenza atmosferica (compressione dell'aria dall'alto verso il basso), che al suolo per effetto dell'irraggiamento terrestre notturno (raffreddamento dovuto alla dispersione del calore dalle superfici terrestri).

In Inverno durante il giorno i raggi solari  non riescono a riscaldare il suolo in maniera efficiente. In questo modo l'aria a contatto con il terreno si raffredda molto rapidamente, raggiungendo temperature inferiori rispetto agli strati sovrastanti, dove nel frattempo può avvenire un'avvezione di aria mite. La temperatura risulta quindi più bassa in pianura che in montagna, a volte con differenze anche dell'ordine di una decina di gradi. A volte l'insolazione diurna è in grado di distruggere lo strato di inversione ripristinando il normale gradiente termico negativo, ma in determinate condizioni atmosferiche il fenomeno tende a ripresentarsi con frequenza e intensità sempre maggiori determinando un'inversione termica permanente per molti giorni fino al mutare della circolazione atmosferica (in particolare durante i periodi di alta pressione invernale).

L'inversione termica favorisce spesso la formazione di nebbia fitta e persistente e/o smog nello strato d'aria fredda al suolo specie nelle grandi aree urbane. Spesso in queste condizioni il tempo è uggioso, rigido e umido al di sotto dello strato d'inversione, mentre risulta mite e ben soleggiato sulle colline e le montagne al di sopra del mare di nebbia.


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