21 giugno 2022
ore 23:49
di Carlo Migliore
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 Per tutti

ALLARME SICCITA', LA PEGGIORE DEGLI ULTIMI 70 ANNI AL NORD - La crisi idrica che attanaglia il Nord Italia si aggrava ulteriormente. La mancanza di pioggia/neve nel periodo invernale e primaverile unitamente al caldo precoce del mese di maggio hanno messo in ginocchio tutto il settore agricolo con gravi ripercussioni anche sull'approvvigionamento idrico privato. Solo in Piemonte sono oltre 170 i comuni in difficoltà e il governatore Alberto Cirio ha già chiesto lo stato di emergenza al governo. Per i prossimi 15-20 giorni sono previste misure tampone, come lo sversamento di acqua dai bacini sfruttati per l'idroelettrico. Ma sono soluzioni temporanee. Secondo la responsabile dell'Osservatorio siccità Ramona Magno, è ormai tardi perché la situazione possa trovare una soluzione, perché "può sembrare un paradosso, ma il problema della siccità si affronta quando piove". Per questo non ci sarebbe altra via, una volta usciti da questa emergenza, che pianificare dei metodi di risparmio concreto e sistematico. 


Situazione grave anche in Lombardia dove il razionamento notturno dell'acqua è già in vigore per diversi comuni. Già scattati divieti contro lo spreco di acqua potabile in Valtellina e ci sono sospensioni notturne nei Comuni della provincia di Bergamo per alimentare i serbatoi. A Tradate un'ordinanza del sindaco, Giuseppe Bascialla, ha imposto il divieto di utilizzare acqua dalle 6 a mezzanotte fino al 31 agosto per innaffiare orti e giardini, lavare l'automobile, piazzette e vialetti e per riempire le piscine. Per chi trasgredisce sono previste multe da 25 a 500 euro. 

Oltre a Lombardia e Piemonte, anche Veneto ed Emilia-Romagna si vedono costrette a dichiarare lo stato di emergenza. Sempre per quanto riguarda il Po, manca sempre più acqua ai contadini e alla foce il mare entra sempre di più nell'alveo del fiume. Coldiretti ha sottolineato che la siccità sta mettendo a rischio il 30% della produzione agricola nazionale e metà dell'allevamento nella Pianura Padana. Tutto ciò è ancor più grave se si pensa che siamo appena all'inizio dell'estate astronomica e abbiamo di fronte ancora tre mesi di caldo prima che arrivi l'autunno. L'emergenza tocca anche parte della Liguria, soprattutto il ponente dove sono scattati razionamenti idrici per alcuni comuni. 


E se la mancanza di acqua nei fiumi è un problema serissimo per l'approvvigionamento idrico delle città e di tutto il comparto agricolo, la scarsità di acqua è un altrettanto serio problema dal punto di vista energetico, visto che il nostro paese trae il 15% dell'energia proprio dall'idroelettrico. Percentuale non irrilevante, soprattutto in questa fase dove il taglio delle forniture di gas da parte della Russia rischia di mettere in ginocchio la nostra economia. Tra tutti, il caso dei cinque impianti del Lago Maggiore, in Lombardia, che nelle ultime settimane non hanno prodotto nemmeno un watt a causa del livello del lago ai minimi storici.

EMERGENZA ANCHE AL CENTRO E SU PARTE DEL SUD - L'emergenza acqua non riguarda solo le regioni settentrionali ma si sta rapidamente estendendo al Centro Italia, secondo il report dell'associazione dei consorzi di bonifica, che parla della "prima stagione in cui si evidenziano in maniera massiva le conseguenze dei cambiamenti climatici sulla Penisola".  In Toscana, ad esempio, l'Arno, ha flussi dimezzati rispetto alla media mensile, l'Ombrone è ridotto ad uno stato torrentizio. Nelle Marche, il fiume Sentino tocca già il minimo storico, come Esino e Nera. In Umbria, gli invasi del lago Trasimeno e della diga Maroggia sono praticamente dimezzati rispetto agli anni scorsi e il Tevere registra il livello più basso dal 1996. In Lazio, grave è la situazione dell'Aniene, crolla la portata del Sacco, così come in calo sono i livelli dei laghi di Nemi e Bracciano. Il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha proclamato lo stato di emergenza anche se il pericolo del razionamento idrico nella Capitale, almeno per il momento, è scampato. Gli investimenti di Acea sull'acquedotto del Peschiera a seguito della crisi del 2017, quando il lago di Bracciano toccò il punto più basso degli ultimi dieci anni a -197,43 cm (il 16 giugno scorso era invece a -107), hanno consentito di mettere in sicurezza la fornitura idrica della città eterna. E si comincia a parlare di crisi idrica anche al Sud, a rischio ci sono alcune zone della Sicilia centro meridionale anche se per il momento la situazione è sotto controllo. Situazione ai limiti anche in Sardegna dove è comparsa la piaga delle Cavallette che in sciami hanno invaso diverse zone della parte centrale dell'Isola.


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