25 giugno 2019
ore 16:30
di Carlo Migliore
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 Per tutti

Se inquinamento dell'aria e alta pressione vanno a braccetto nel periodo invernale a causa del ristagno di smog nei bassi strati, nel periodo estivo c'è un'altra insidia che non va trascurata, l'Ozono. L'ozono è la molecola triatomica dell'ossigeno ed è diventato famoso negli anni '80 per l'omonimo "buco" che interessava l'Antartide. Ma l'ozono di cui parliamo qui non è l'ozono che sta in stratosfera e che è benefico perché ci protegge dalla radiazione solare, ma di quello che si forma per le alte temperature nelle nostre grandi città a causa della reazione fotochimica che coinvolge ossigeno, ossidi di azoto, idrocarburi insaturi, radiazione solare e calore. 

Questo ozono non è benefico e in grandi quantità può creare qualche problema alla salute, soprattutto alla respirazione. La comunità europea ha fissato un limite di ozono oltre il quale l'esposizione a questo gas diventa potenzialmente dannosa. In Italia il limite obiettivo è di 120µg/m3 mentre la soglia di allarme di 240 µg/m3, nei prossimi giorni durante i picchi dell'ondata di caldo africano questo valore potrebbe essere superato su alcune zone. Con l'aiuto dell'ente Copernicus (qui il link diretto alla pagina) abbiamo verificato che le zone a maggior rischio sono le grandi città della pianura padana. Giovedì La soglia obiettiva sarà quasi ovunque superata mentre quella di allarme potrebbe essere superata a Torino e Milano. Livelli di attenzione per Venezia, Brescia, Verona (mappa):

Nella giornata di venerdì i livelli si manterrebbero ancora quasi ovunque sopra la soglia obiettiva ma non si dovrebbe superare quella di allarme con livelli di attenzione tra Torino e Novara.

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