Vai al contenuto principale

Meteo. Fine gennaio sotto osservazione, ipotesi di configurazioni bloccate

Pubblicato da
in data
13/01/2026 - 07:53
2 min. di lettura
Livello - Per esperti
Condividi su
  • 3BMeteo Facebook
  • 3BMeteo Linkedin
  • 3BMeteo Whatsapp
  • 3BMeteo X
fine mese, blocco scandinavo?
fine mese, blocco scandinavo?
Dopo la recente fase fredda che ha interessato parte dell'Europa, la circolazione atmosferica sta per attraversare una fase di transizione con una fase più Atlantica, sicuramente meno fredda.
Alcuni indicatori mostrano che nell'ultima decade di gennaio potrebbe aprirsi una finestra temporale in cui l'atmosfera diventerebbe più favorevole a nuove configurazioni bloccate. Non si tratta di una previsione di eventi specifici ma di un possibile nuovo inquadramento della circolazione.
Uno degli elementi da monitorare è la riattivazione della convezione tropicale, con la Madden-Julian Oscillation attesa rientrare in fasi che, in questa fase della stagione, sono più spesso associate a un getto ondulato e a una circolazione meno zonale. C'è da dire che la dinamica tropicale non crea direttamente i blocchi; non esiste una legge fisica per cui una specifica fase della MJO debba produrre un anticiclone di blocco sull'Europa. Il suo ruolo è piuttosto quello di favorire un assetto più ondulato, rendendo più probabile l'amplificazione e la persistenza delle onde atmosferiche verso le medie latitudini, un contesto che aumenta le probabilità di configurazioni bloccate, senza imporle.
I blocchi, infatti, non nascono né nei tropici né nella stratosfera: si formano nella troposfera, quando il flusso è già predisposto. In questa fase la corrente a getto non si presenta come un nastro occidentale compatto e rettilineo, ma mostra ondulazioni e discontinuità; in un simile contesto i disturbi possono amplificarsi invece di essere rapidamente smorzati. È questo che si intende quando si parla di troposfera reattiva.
Alcuni scenari modellistici intravedono per la terza decade di gennaio un possibile aumento dell'ondulazione del getto, con un flusso meno teso e quindi potenzialmente più favorevole a configurazioni bloccate.
Il vortice polare stratosferico in questa stagione non sta esercitando un controllo dominante sulla circolazione al suolo. Pur mostrando occasionali deformazioni, non si osserva una chiara propagazione verso il basso capace di guidare direttamente il tempo in Europa. Il suo ruolo è quello di modulare. Per questo motivo, gli episodi freddi osservati finora sono stati principalmente di natura troposferica. In un contesto di vortice non dominante, la troposfera ha potuto esprimere una maggiore variabilità, favorendo scambi meridiani ed episodi freddi regionali. La bassa stratosfera, con la sua debolezza, lascia maggiore spazio alla variabilità troposferica: ed è in questa maggiore libertà che possono maturare onde più ampie e configurazioni bloccate.
La neve al suolo sul comparto europeo non crea i blocchi e non decide il getto; ma se arriva la configurazione giusta allora c'è più freddo disponibile e gli effetti invernali sono più forti e più persistenti.
Seguici su Google News
Vuoi restare aggiornato? Segui il nostro profilo su Google News e scopri altri articoli come questo!

Temi caldi

Dello stesso autore

Temi proposti