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Meteo. Maltempo, il ciclone Boris devasta l'Europa centrale. Inondazioni, vittime e dispersi

Piogge record e nevicate eccezionali stanno interessando l'Europa centrale e i Balcani.
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18/09/2024 - 09:30
4 min. di lettura
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devastanti inondazioni in Europa
devastanti inondazioni in Europa
AGGIORNAMENTO MERCOLEDI'. MALTEMPO IN ATTENUAZIONE, MA SALE A 21 IL BILANCIO DELLE VITTIME. Il maltempo legato al ciclone Boris sta mollando la presa sull'Europa centro-orientale, le piogge si sono ormai esaurite tra Polonia, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Romania, ma il numero delle vittime è salito a 21. Nella Repubblica Ceca più di 13000 persone sono state evacuate, anche in Austria si contano diversi sfollati con molti villaggi ancora sott'acqua. 
AGGIORNAMENTO MARTEDI'. DANUBIO VERSO IL PICCO DI PIENA, 18 VITTIME. Nonostante le piogge si siano attenuate nelle ultime ore, la situazione rimane critica nei paesi devastati dalla furia del ciclone Boris. Il numero delle vittime è salito a 18 e i danni sono ingentissimi. A Vienna quattro linee della metropolitana sono chiuse e i fiumi Vienna e un canale del Danubio hanno allagato diverse parti della città. In generale in Austria dodici dighe sono state danneggiate e tredici comuni sono ancora del tutto isolati. In Ungheria a Budapest il livello del Danubio sta continuando a crescere e il picco di piena è atteso a partire da giovedì. In Romania la provincia di Galati è quella più colpita dall'alluvione e il primo ministro Marcel Ciolacu a Bucarest ha detto: 'Facciamo pulizia e vediamo cosa si può salvare. È difficile gestire una tale furia. Non scherziamo con la natura'.
AGGIORNAMENTO ORE 15,30. CICLONE BORIS, SALE IL BILANCIO DELLE VITTIME. Mentre il maltempo continua a imperversare su Germania meridionale, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria, Ungheria, Slovenia e Croazia, sale il numero delle vittime che risultano almeno 15. Decine di migliaia di persone nella Repubblica Ceca sono state evacuate, le città più colpite sono Opava, Ostrava, Bohumin, Krnov e Cesky Tesin. La maggior parte della città di Krnov è allagata ed anche città e villaggi nei monti Jeseniky sono allagati o isolati dalle inondazioni, mentre praticamente tutti i collegamenti ferroviari sono interrotti. In Polonia una diga vicino alla città di Stronie Slaskie è crollata, facendo crollare a sua volta un altro ponte e distruggendo una stazione di polizia. Il fiume Bobr è straripato, allagando Jelenia Gor. In Austria Vienna sta subendo diffuse interruzioni del trasporto pubblico, incluso quello ferroviario. Si stima che alcune stazioni della metropolitana non riprenderanno il servizio regolare prima del 18 settembre. Le squadre di soccorso in Romania hanno salvato 95 persone intrappolate nelle loro case, migliaia di case in tutto il paese sono state danneggiate, tra cui circa 5.400 nella contea di Galati, mentre più di 25.000 persone in Romania erano senza elettricità.
AGGIORNAMENTO ORE 8. Una delle peggiori inondazioni degli ultimi decenni sta mettendo a dura prova l'Europa centrale e orientale.  I paesi maggiormente colpiti includono: Austria, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Romania. Le condizioni restano precarie, con ulteriori piogge previste nelle prossime ore. 
Al momento, il bilancio parla di almeno dodici vittime (6 in Romania, 5 in Polonia, una nella Repubblica Ceca) e migliaia di persone costrette a lasciare le loro case, con molte abitazioni sommerse e infrastrutture gravemente danneggiate. Le precipitazioni hanno raggiunto livelli record in alcune aree, con accumuli locali fino a 400 mm in soli tre giorni. Diverse località hanno battuti i precedenti record di pioggia in 72 ore. 
In Polonia, la situazione è particolarmente grave nel sud-ovest, dove il cedimento della diga di Miedzygorze ha costretto intere comunità a evacuare. La regione di Klodzko è una delle più colpite, con strade sommerse e villaggi isolati. L'esercito è stato inviato per supportare le operazioni di soccorso, mentre alcuni valichi di frontiera con la Repubblica Ceca sono stati chiusi.
In Austria, cresce la preoccupazione per l'aumento del livello del Danubio. Evacuazioni preventive sono già in corso, mentre forti temporali e raffiche di vento hanno causato blackout diffusi nella regione del Waldviertel. Si prevede che la piena dei fiumi raggiunga il picco tra lunedì e martedì.
Anche la Romania sta affrontando gravi difficoltà, con quattro vittime e danni significativi nelle zone inondate, mentre le operazioni di soccorso sono rese complicate dalle condizioni meteorologiche. Le strade allagate rendono ancora più difficile l'accesso alle aree colpite.
Nella Repubblica Ceca, la situazione è critica nella zona di Opava, vicino al confine polacco, dove migliaia di persone sono state evacuate. Si registrano estese interruzioni di corrente e numerosi fiumi hanno superato i livelli di sicurezza.
Nevicate eccezionali per il periodo sono avvenute nel vicino Tirolo con accumuli oltre un metro di neve in alta quota. Questo è stato associato ad un brusco abbassamento delle temperature  considerando che fino a pochi giorni prima i valori superavano i 30°C.
Le cause principali di questa crisi meteorologica sono legate a una bassa pressione che staziona nell'area, circondata da anticicloni, e all'afflusso di aria calda e umida proveniente dal Mediterraneo e dal Mar Nero. Questi fattori, uniti al riscaldamento anomalo dei mari, stanno amplificando gli effetti delle precipitazioni, soprattutto nelle aree montuose. Il maltempo è destinato a perdurare, con previsioni di ulteriori piogge intense fino a martedì.
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