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Meteo. Stagione dinamica e asimmetrica, ecco che inverno è stato

Pubblicato da
in data
02/03/2026 - 10:56
2 min. di lettura
Livello - Per tutti
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pattern a 500 hPa inverno 2025-26
pattern a 500 hPa inverno 2025-26
Con il 28 di febbraio si è chiuso l'inverno meteorologico. Ma che stagione è stata?  L'inverno 2025-26 è stato caratterizzato da una fascia depressionaria atlantica mediamente più bassa di latitudine, con il flusso perturbato spesso disposto lungo un corridoio tra Terranova e Isole Britanniche. Questa configurazione ha veicolato perturbazioni frequenti verso l'Europa occidentale, favorendo fasi piovose, talvolta anche eccezionali, e condizioni ventose più tipiche dell'autunno che di un inverno continentale stabile.
Dal punto di vista termico, dicembre si è chiuso con anomalie positive diffuse sul continente europeo. Gennaio ha invece mostrato un raffreddamento marcato sull'Europa nord-orientale, tra Scandinavia e Russia occidentale. Febbraio ha ulteriormente accentuato questa asimmetria: le anomalie di temperatura evidenziano un nucleo freddo intenso tra Europa orientale e Russia occidentale, con valori inferiori alla norma anche di diversi gradi, mentre l'Europa occidentale e il Mediterraneo centrale hanno mantenuto temperature superiori alla media.
Sono mancati i blocchi atlantici persistenti in grado di convogliare l'aria fredda verso l'Europa centro-meridionale: il Mediterraneo è quindi rimasto spesso ai margini delle irruzioni più intense, con il freddo concentrato soprattutto sul Nord e sull'Europa orientale.
In Italia, stagioni come quella appena conclusa si inseriscono in una tendenza di lungo periodo che vede inverni mediamente più miti rispetto al passato. Questo non implica la scomparsa delle dinamiche fredde, ma una loro minore frequenza e persistenza in un contesto termico di fondo più elevato. Resta aperta la domanda se quanto osservato rappresenti una semplice oscillazione della variabilità naturale o se sia invece il segnale di un qualcosa di più profondo.
Il vortice polare è risultato nel complesso meno compatto della media, con un forte disturbo a inizio dicembre e successiva riorganizzazione. Nonostante ciò, il segnale verso la troposfera non ha prodotto una fase di blocco stabile sull'Europa occidentale, mantenendo la circolazione prevalentemente dinamica e atlantica.
Diverso il quadro sul Nord America, dove ripetuti allungamenti del vortice polare verso il Canada e gli Stati Uniti orientali hanno favorito irruzioni artiche più incisive.
Nel complesso, un inverno dinamico e asimmetrico: più perturbato sull'Europa occidentale, più freddo sul nord-est del continente e, ancora una volta, con il Mediterraneo a risentire di una stagione che, per molti aspetti, ha indossato vesti più autunnali che pienamente invernali.
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