Archiviata la fase più intensa del maltempo legata al ciclone mediterraneo Harry, lo scenario delle prossime tre settimane (almeno fino al 10 febbraio) cambia registro. La tendenza più probabile vede infatti l'Atlantico tornare dominante in Europa, con un flusso occidentale piuttosto attivo e capace di pilotare verso l'Europa una sequenza di impulsi perturbati.
Si tratta di un andamento tipico da inverno dinamico, con passaggi instabili alternati a pause brevi, e con fasi con nuove occasioni di pioggia soprattutto quando le saccature riescono ad affondare verso il Mediterraneo dove le precipitazioni risultano sopra media.
Per l'Italia questo significa fasi piovose alternati a tregue maltempo, con temperature che difficilmente scendono su livelli pienamente invernali. In un contesto dominato dall'Atlantico, infatti, il freddo vero tende a restare più confinato alle alte latitudini, mentre sul Mediterraneo prevalgono spesso correnti umide oceaniche, fresche o comunque non sufficienti a sostenere un vero raffreddamento duraturo.
Un segnale leggermente diverso potrebbe emergere dopo la seconda decade di febbraio, quando alcune proiezioni indicano una discesa di aria più fredda verso l'Europa, ma al momento è un'indicazione a bassa confidenza