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Meteo. Un inverno sulla carta favorevole, ma il gelo non è arrivato. Ecco perché

Pubblicato da
in data
20/02/2026 - 11:12
2 min. di lettura
Livello - Per tutti
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configurazione in gennaio
configurazione in gennaio
Tanto freddo in giro, condizioni anche favorevoli sulla carta, ma il freddo quello vero è mancato. La stagione ha avuto fasi pienamente invernali, con tante perturbazioni e neve sui monti, specie sulle Alpi. Sono mancate però le vere irruzioni fredde continentali capaci di portare freddo intenso e diffuso.
Gennaio è stato un mese freddo per l'Europa, il più freddo dal 2010, anche se le anomalie maggiori hanno interessato soprattutto l'Europa settentrionale fino alla Germania. Più a sud, invece, il freddo ha fatto solo una timida comparsa.
È mancata la configurazione della circolazione capace di aprire davvero la strada verso il Mediterraneo. Anche quando gli indici sembrano favorevoli, restano elementi di contesto e non cause dirette; non bastano da soli ad aprire la porta al freddo sul Mediterraneo.
Per portare il freddo intenso verso il Mediterraneo non basta la presenza di un blocco qualsiasi, ma serve la configurazione giusta e nel posto giusto. Le situazioni più favorevoli si hanno quando un anticiclone si eleva in Atlantico o tende verso la Scandinavia attraverso rotture d'onda anticicloniche, aumentando la probabilità di discese fredde continentali. Questo però non rappresenta una garanzia: anche un blocco scandinavo può lasciare il gelo lontano dal Mediterraneo se l'asse resta troppo alto o orientale. Allo stesso modo, persino fasi di NAO− possono associarsi a richiami miti subtropicali, a seconda della posizione del getto e della struttura dell'onda. 
A gennaio gli anticicloni si sono spesso posizionati troppo in alto di latitudine, dalla Scandinavia verso Islanda e Groenlandia. Questo ha limitato il freddo molto a nord. Allo stesso tempo, frequenti discese di aria gelida dal Canada hanno aumentato i contrasti termici sull'Atlantico, rendendo il getto più teso e favorendo uno 'sviluppo a valle' continuo. L'energia delle onde dal Pacifico non si è fermata a costruire un blocco, ma è stata in gran parte assorbita dal flusso principale.
Le manovre di blocco sull'Atlantico non sono andate a buon fine perché la linea guida Pacifico-Atlantico ha canalizzato l'energia delle onde lungo una traiettoria più zonale: il getto si è mantenuto basso e continuo, impedendo l'elevazione di un promontorio efficace verso la Scandinavia.
La domanda però non è perché il freddo non sia arrivato ora, ma perché la circolazione continui a organizzarsi in modo da impedirgli di arrivare. Non è solo un caso quello attuale. Sono configurazioni dinamiche che tendono a spostare le probabilità verso masse d'aria diverse e rende più difficile l'arrivo del freddo continentale sul Mediterraneo.
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