29 luglio 2020
ore 11:58
di Francesco Nucera
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vortice artico (fonte immagine Cira)
vortice artico (fonte immagine Cira)


Un profondo minimo di bassa pressione è ora presente sull'Artico occidentale a ridosso dell'Alaska. La sua pressione ha raggiunto valori ragguardevoli, anche sotto i 975hPa. Questo avviene dopo che un potente anticiclone si era formato sul Polo Nord nelle ultime settimane, grosso modo nella stessa zona dove ora agisce il vortice artico. 

Sono fenomeni noti nella letteratura scientifica che rientrano nella variabilità artica, soprattutto nel periodo estivo quando tendono a formarsi. Durante l'estate artica si sviluppano gradienti di temperatura tra l'Oceano Artico e la terra priva di neve formando la zona frontale artica; la terra si riscalda fortemente in contrasto con l'oceano lungo la costa. La maggior parte dei cicloni si genera lungo questa zona frontale per poi migrare nell'Oceano Artico centrale. Non sembra esserci un trend in aumento di intensità di questi eventi.

Generalmente sono piu' profondi ed intensi nel mese di agosto. Seppur non sembrerebbe avere la stessa portata, l'attuale ciclone richiama alla memoria quello dell'agosto 2012 la cui pressione raggiunse valori ancora piu' bassi, tra 962 e 966 hPa. 

Sarà interessante aspettare per vedere gli impatti sul ghiaccio marino sul mare di Beaufort. Questi vortici di bassa pressione possono infatti avere un impatto sul ghiaccio attraverso il vento che, assieme al moto ondoso, possono spezzare il sottile strato di ghiaccio. Vedremo!


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