I modelli numerici prevedono gli effetti del forte disturbo al vortice polare con una massiccia irruzione di aria gelida anche in Europa da metà febbraio. Gli allungamenti del vortice in genere sono favorevoli per queste tipiche di dinamiche invernali per gli USA e l'Asia, ma se un anticiclone di blocco si sviluppa tra Scandinavia o Groenlandia può avvenire anche in Europa, come in questo caso. La sequenza del vortice polare allungato è stata una delle più persistenti dell'inverno, con numerosi episodi di freddo intenso tra Nord America e Asia, ora anche in Europa.
Le ultime emissioni dei modelli ECMWF e GFS suggeriscono un importante afflusso di aria gelida dall'Artico e dalla Russia verso l'Europa centro-orientale. Tra le principali conseguenze: un calo termico significativo con valori ben al di sotto della norma stagionale, nevicate diffuse fino a quote pianeggianti su Polonia, Germania orientale, Repubblica Ceca, Ucraina e Balcani e venti gelidi che acuiranno la sensazione di freddo nelle aree più esposte.
Anche se il grosso dell'aria fredda non interesserà direttamente l'Italia, le medie dei due principali modelli evidenziano scenari diversi sull'estensione dell'irruzione. Il modello americano indica un maggiore coinvolgimento del nostro Paese, mentre quello europeo suggerisce un ingresso più attenuato. Con queste incertezze sarà quindi fondamentale monitorare gli aggiornamenti modellistici nei prossimi giorni per comprendere meglio l'evoluzione della situazione.
temperature sotto la media attese in Europa
L'evoluzione successiva dipenderà dalla persistenza del pattern di blocco e dall'eventuale ritorno di un regime di alta pressione sull'Europa occidentale. Tuttavia, alcuni scenari ipotizzano che il pattern attuale possa mantenere attivo il flusso freddo inizialmente, mentre una successiva tendenza a NAO positiva, dunque un rinforzo delle correnti occidentali, potrebbe riportare condizioni più miti nell'ultima settimana di febbraio.