Dopo aver devastato i Caraibi, l'uragano Melissa si sta spostando verso il Nord Atlantico, dove nelle prossime 48 ore completerà la sua trasformazione in tempesta extratropicale.
Si tratta di un processo naturale; quando un uragano raggiunge le medie latitudini, incontra masse d'aria più fredde e forti correnti in quota che ne modificano la struttura e l'energia, trasformandolo in una classica perturbazione
Il passaggio di Melissa nei Caraibi ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione. Il 28 ottobre l'uragano ha raggiunto la categoria 5, con venti fino a 298 km/h e una pressione minima di 892 hPa, valori che la collocano tra le più potenti mai osservate nella regione. Il landfall sulla Giamaica è stato devastante con piogge torrenziali, allagamenti diffusi, blackout estesi e oltre 30 vittime tra Giamaica e Haiti, secondo bilanci ancora provvisori. Muovendosi poi verso Cuba, Melissa ha mantenuto l'intensità di categoria 3, provocando nuove piogge torrenziali, frane e diffuse interruzioni dell'energia elettrica.
Anche se in graduale indebolimento, Melissa resta un vortice molto profondo, con una pressione ancora inferiore ai 970 hPa. Nel corso della sua transizione extratropicale l'uragano verrà inglobato dal flusso atlantico, trascinando con sé un corridoio di vapore tropicale che andrà ad alimentare la corrente a getto e a rinforzare la circolazione sul Nord Atlantico nei primi giorni di novembre, senza tuttavia raggiungere direttamente l'Europa.