6 ottobre 2022
ore 11:22
di Carlo Migliore
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1 minuto, 56 secondi
 Per tutti

Anche le stelle muoiono, lo sappiamo. Quando la materia che le compone ha esaurito la sua energia l'astro inizia a compattarsi fino ad esplodere in una Supernova. A quel punto al residuo collassato della supernova possono accadere due cose: se la massa iniziale era  circa 8-9 volte quella del nostro Sole, l'astro morente si trasformerà in una stella di neutroni, una stella di piccole dimensioni, nell'ordine di poche decine di chilometri di raggio ma molto compatta con una densità e gravità elevatissime. Se la massa era ancora più grande circa 25 volte quella del nostro Sole, dopo aver raggiunto lo stato di stella di neutroni l'astro morente continuerà a compattarsi finché la sua gravità sarà tale da attrarre anche la luce. A quel punto diventerà un buco nero

Entrambe le stelle "degeneri" possono essere considerate i prodotti finali della vita di una stella e a causa delle loro caratteristiche non sono facilmente individuabili dagli astronomi. Ma c'è tutto un universo di questi oggetti che ci circonda e ne è ricca anche la Via Lattea, la nostra galassia. David Sweeney, ricercatore dell'Università di Sydney assieme ad altri scienziati è autore di una ricerca che ha cercato di individuare all'interno della nostra galassia questo "mondo sotterraneo" di stelle morte e la scoperta è stata sensazionale. C'è come una galassia parallela alla nostra ma di forma un po' diversa che è costituita da questi "scheletri" di stelle, come un gigantesco cimitero o una necropoli

Si estende in verticale almeno tre volte la Via Lattea e non ha una forma spiraliforme. Per di più sembra che un terzo degli oggetti che la compongono sia stato come espulso verso la regione più esterna della galassia pur avendo nella sua zona centrale la maggiore concentrazione. Per identificarlo il team a utilizzato delle sofisticate simulazioni al computer che sono partite da una Via Lattea primordiale di diversi miliardi di anni fa, non ancora spiraleggiante facendola poi evolvere nel tempo. Dalla simulazione si è visto che di questi cadaveri ne esistono anche nella regione di spazio che contiene il nostro Sistema Solare, pare che il più vicino a noi, disti solo 65 anni luce.


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