In questa mappa vi proponiamo un confronto tra la pressione al suolo di giugno 2025 e la climatologia trentennale (1991-2020). Si nota chiaramente come l'anticiclone delle Azzorre abbia avuto i suoi massimi di pressione spostati verso le Bermuda, lasciando l'Europa fuori dalla sua area d'influenza diretta. Un'anomalia negativa di pressione tra le Azzorre e il continente europeo conferma che il classico ponte di alta pressione, tipico delle estati azzorriane, non si è costruito, se non in pochi e brevi momenti.
confronto pressione al livello del mare
A 500 hPa, il livello atmosferico che rivela la struttura delle onde e dei promontori, si nota una saccatura tra Azzorre e Canarie. Questa sorta di incavo nella corrente in quota, ha avuto un doppio effetto. Ha impedito l'espansione verso est del promontorio associato all'Azzorre. Ha invece favorito la risalita di un promontorio subtropicale africano, che ha portato caldo intenso sul Mediterraneo, ma senza il contributo diretto dell'Azzorre. In altre parole il caldo non è stato quello tipico delle estati di una volta, ovvero oceanico, ma si è costruito in loco, per via di dinamiche africane. Del resto il caldo record in Europa in giugno, la durata e l'estensione delle anomalie termiche sono la firma di una dinamica che non ha nulla a che vedere con l'anticiclone delle Azzorre.
confronto a 500 hPa
Il comportamento osservato nel giugno 2025 non è una novità assoluta, ma l'ennesima conferma di un trend in atto: le estati europee non sono più dominate dall'anticiclone delle Azzorre come un tempo. E anche quando questo compare, spesso è offuscato dalla presenza di un promontorio subtropicale africano che prende il sopravvento. Quello che un tempo era un'estate azzorriana, stabile ma non estrema, calda ma ventilata, oggi lascia il posto a configurazioni più ibride, dove la stabilità arriva da sud e porta con sé temperature ben più elevate e notti afose.