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Meteo. Che fine ha fatto il caldo dell'Anticiclone delle Azzorre. Ecco come cambiata l'estate nostra

Pubblicato da
in data
28/06/2025 - 18:19
3 min. di lettura
Livello - Per tutti
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le estati sono cambiate e divenute più calde
le estati sono cambiate e divenute più calde
Le estati sul Mediterraneo sono diventate sinonimo di caldo intenso, a volte anche estremo e prolungato. Dietro questo trend non c'è solo l'aumento diretto delle temperature globali; esiste un meccanismo dinamico più profondo, meno evidente, che contribuisce a rendere le ondate di calore più durature, intense e difficili da spezzare, un vero e proprio gioco a due tra il getto atlantico e i vortici ciclonici.
Che fine ha fatto l'anticiclone delle Azzorre? In realtà l'anticiclone delle Azzorre è rimasto al proprio posto nonostante tende a spingere la sua cresta occidentale più a ovest, mentre il nucleo di massima pressione al suolo resta quasi alla stessa latitudine.
confronto tra la posizione dell'anticiclone delle Azzorre
confronto tra la posizione dell'anticiclone delle Azzorre
Nello stesso tempo osserviamo anche un radicale cambio di scenario in quota a 500 hPa con un quadro che si è completamente ribaltato: la presenza di una circolazione ciclonica tra UK, Azzorre e Canarie e un promontorio sub tropicale esteso tra Mediterraneo e Balcani. L'allungamento dell'anticiclone delle Azzorre su un promontorio sub tropicale sul Mediterraneo non deve illudere perchè oggi ci troviamo spesso in una situazione di fondo completamente diversa dal passato.
confronto a 500 hPa
confronto a 500 hPa
Questo schema corrisponde a una NAO positiva traslata verso est,  associata anche a un East Atlantic positivo (EA+) ormai diventato strutturale. In pratica quello che cambia maggiormente è la circolazione in quota.
Una nuova traiettoria ciclonica. Dal 1950 a oggi le depressioni estive profonde dell'Atlantico orientale sono quasi raddoppiate. Questi cicloni, un tempo rari nei mesi estivi, oggi seguono un percorso più orientale rispetto al passato, muovendosi lungo una traiettoria ciclonica che si è progressivamente spostata verso est. L'interazione tra questi cicloni con la corrente a getto che accelera a ridosso dell'Europa occidentale genera un pattern bloccato e persistente, che tiene l'Europa meridionale sotto la stessa configurazione per giorni o settimane. Quando questo meccanismo si attiva, l'aria calda e secca in quota si accumula sopra il Mediterraneo. Il bordo orientale delle depressioni atlantiche agisce come una pompa di calore che trasporta masse d'aria molto calde dal Sahara fino al cuore dell'Europa.
Il ruolo della cella di Hadley e del jet stream. L'espansione verso nord della cella di Hadley spinge la fascia subtropicale più vicino al Mediterraneo, facilitando la formazione e la persistenza del promontorio africano. Questo si incastra perfettamente con il jet più basso e ondulato, creando le condizioni ideali per le ondate di calore estive. Il getto, infatti, è più debole e ondulato in Atlantico ma che si rafforza ad est anche per effetto dei vortici profondi, innescando blocchi più duraturi sull'Europa.
Un cambiamento strutturale. Ma da dove nasce questo cambiamento nella circolazione estiva? Non è solo una questione di variabilità interna, ma di processi climatici strutturali e interconnessi che stanno ridisegnando le estati europee. Il passaggio da un'estate azzorriana a una estate subtropicale africana non è casuale. È il risultato di una trasformazione profonda della circolazione atmosferica, innescata da un oceano più caldo, un getto più ondulato e un feedback continuo tra vortici e promontori subtropicali.
Il global warming non causa direttamente le ondate di calore bloccate, ma crea le condizioni ideali perché si formino più facilmente e durino più a lungo; scalda l'oceano subtropicale, intensifica i gradienti di temperatura e contribuisce a spingere la cella di Hadley verso nord, alterando la posizione del getto e la frequenza dei vortici sull'Atlantico orientale. 
I limiti dei modelli climatici. I principali modelli climatici globali (CMIP6) non riescono a simulare bene questo meccanismo dal momento che sottovalutano la frequenza dei vortici profondi estivi, la velocità del jet atlantico, la persistenza della cupola africana. Questo significa che i rischi reali legati al caldo estremo potrebbero essere sottostimati nelle proiezioni ufficiali, proprio perché l'effetto combinato di jet + vortici non è ancora ben rappresentato.
tipico pattern da EA/NA positivi
tipico pattern da EA/NA positivi
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