La stagione invernale 2013/2014 sarà sicuramente ricordata a lungo per gli ingenti quantitativi di neve caduti lungo tutto l'arco alpino, a seguito di continue fasi perturbate atlantiche. In particolare, per le dolomiti venete si è trattato di un semestre freddo eccezionalmente nevoso. Proprio in questi giorni l'ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto) ha reso pubblica la sommatoria stagionale di neve fresca caduta tra i mesi di Ottobre ed Aprile su alcune località di montagna monitorate.
Il confronto è effettuato con le ultime 5 stagioni invernali, compreso il 2009, anch'esso un anno molto perturbato e nevoso su tutto il nord Italia. Ad eccezione delle stazioni prealpine, il 2014 ha visto accumuli nevosi ben maggiori su tutti i nivometri. Spiccano i 10,11 m di neve stagionale registrati al Col dei Baldi (quota 1900m), battendo così i precedenti 9,35 m complessivi caduti nel 2009. Molto nevosa quest'anno anche Arabba (quota 1600m) con 8,70 m di neve totale, ben oltre i 7,30 m del 2009.
Un anno nel complesso assai nevoso anche sulle Prealpi, ma non come nel 2009 e nel 2013. Qui le temperature hanno influenzato maggiormente gli accumuli, con la pioggia che spesso ha interessato anche quote piuttosto elevate in seguito al richiamo di intensi venti sciroccali indotto dai profondi vortici depressionari.
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