8 luglio 2014
ore 12:35
di Daniele Berlusconi
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 Per tutti
Un'intensa perturbazione ha interessato nelle ultime ore la Lombardia, 

portando accumuli complessivi superiori ai  160 mm su alcune aree delle province di Como e MB; i corsi d'acqua non hanno hanno avuto grossi problemi, anche se nel corso degli ultimi anni è infatti accaduto sempre più spesso di assistere all’

esondazione dei corsi d’acqua minori

della Lombardia, come Olona, Lambro e Seveso, ad ogni perturbazione di una certa intensità che colpisca la Regione. 

Perchè questi corsi d’acqua non riescano più a sopportare

eventi meteorologici sostanzialmente abbastanza frequenti sia oggi che in passato?



I bacini di questi tre fiumi infatti raccolgono l’acqua piovana di gran parte dei territori varesini, comaschi, brianzoli e dell’alto milanese, che hanno una media pluviometrica tra le più alte d’Italia, fino a oltre 1500 mm annui

a ridosso delle Prealpi. Per queste aree geografiche quantitativi pluviometrici dell’ordine di 150 mm in 24 ore sono piuttosto frequenti e rientrano nell’ordinarietà idrologica con tempi di ritorno dell’ordine dell’anno.

Tali fenomeni dovrebbero quindi portare ad una piena ordinaria senza causare  situazioni di criticità

. La fascia di deflusso della piena, infatti è costituita dalla porzione di alveo interessata da inondazione al verificarsi dell’evento di piena di riferimento con tempi di ritorno uguali o inferiori all’80% di 200 anni (secondo la definizione dell’Autorità di bacino del fiume Po’), ed è una zona in cui non è possibile costruire alcuna opera umana.



E’ evidente invece che negli ultimi anni eventi ordinari causano un ingrossamento anomalo dei fiumi, e le piene defluiscono verso porzioni di territorio non incluse nella fascia primaria, tramutandosi da piena ordinaria a piena straordinaria. La causa principale?

Sicuramente

l’enorme incremento dell’urbanizzazione

del territorio negli ultimi 100 anni che non ha eguali non solo in Italia, ma probabilmente in tutta Europa. Attualmente circa il 70-75 % del territorio a Nord di Milano risulta urbanizzato, almeno il 25% in più rispetto al secolo scorso e ciò significa che una buona porzione di territorio è stata impermeabilizzata. Nei bacini idrici si riversa repentinamente molta più acqua a causa della minor capacità di assorbire le acque meteoriche da parte del terreno, soprattutto se a essere impermeabilizzati sono state porzioni di superficie molto drenanti. A ciò va sommato in alcuni punti, soprattutto a ridosso della città di Milano, la

canalizzazione e il restringimento degli alvei dei corsi d’acqua

, nonché il

taglio della vegetazione ripariale

che protegge le sponde dall’erosione e rallenta la furia delle acque durante le piene.



L’insieme di tutti questi fattori, costituisce un peculiarità tutta lombarda, nonostante simili situazioni siano presenti un po’ in tutta Italia (si pensi all’Oreto in Sicilia, il Sangro in Abruzzo o l’Agri in Basilicata). La conseguenza di tutto ciò è che

un evento pluviometrico, che fino ad un secolo fa poteva interessare solo le zone più vicine all’alveo dei fiumi, oggigiorno, tende sempre di più ad interessare aree e zone urbanizzate che una volta non venivano neanche sfiorate dalle piene.

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