Quando la perturbazione
arriva dai quadranti settentrionali, accade che impattando la
barriera alpina, subisca una temporanea battuta d'arresto che
coincide con maltempo e abbondanti nevicate sui versanti svizzeri. In
questa fase la pressione atmosferica aumenta in modo marcato a nord
delle Alpi rispetto al versante padano, costruendo in poche ore un
esasperato dislivello barico.
Questo meccanismo innesca la cosiddetta "molla
del foehn",
in altre parole, attiva dei venti
di cadutache dalle valli alpine in poche ore fanno irruzione in Val Padana: è
il modo che la natura utilizza per colmare la differenza di pressione
atmosferica venutasi a creare.
Venti di Foehn al Nord-Ovest
Questi venti orografici, detti venti
di foehn,
sono un fenomeno tipico del clima lombardo, specie nei mesi
invernali, e possono determinare tempeste di vento con raffiche anche
oltre i 100km/h per alcune ore, seppur nella maggior parte dei casi
esse non superano i 60-70km/h. Ad essi si accompagnano in genere cieli sereni e aria secca e tersa, a causa dell'effetto di compressione adiabatica, e talora clima mite soprattutto se la massa d'aria che accompagna la perturbazione non è in origine particolarmente fredda. Nel caso odierno la rapidità con cui
il fronte freddo ha attraversato la regione alpina, ha esasperato il
fenomeno favorendo così venti particolarmente intensi e soprattutto
improvvisi.
La fase più intensa, in genere, non dura più che
poche ore ma può creare molti danni soprattutto per l'ingresso quasi
sempre molto irruento dei venti che fin dalle prime raffiche
risultano molto intensi, rafficati e turbolenti. Anche in questo caso
l'apice della tempesta si è verificata in mattinata e già dal
pomeriggio si è osservato in indebolimento dei venti.
Cronaca meteo: mentre sulle Alpi estere nevica abbondantemente, da noi rimane secco. Colpa del foehn