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Abruzzo: Lago di Scanno in secca , 6 metri al di sotto della media

Anche l'Abruzzo sta soffrendo condizioni siccitose talora severe, dovute anche a un inverno particolarmente avaro di precipitazioni.
Pubblicato da
in data
11/08/2024 - 16:17
2 min. di lettura
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Lago di Scanno in secca, foto di Emanuele Valeri
Lago di Scanno in secca, foto di Emanuele Valeri
Le ondate di caldo in questa stagione estiva non sembrano volersi placare, così come anche l'assenza delle piogge che stanno causando non pochi problemi anche ad una Regione come l'Abruzzo che solitamente non soffre problematiche di questo tipo. Una situazione che certamente non è stata agevolata da un inverno siccitoso e mite. A testimonianza di questo osserviamo le immagini dei laghi dell'Abruzzo che si presentano in secca. 
In particolare è piuttosto grave la condizione del Lago di Scanno, che attualmente è sotto media di circa 6 metri rispetto alla sua normalità. Situazione che già si è verificata in alcuni anni passati, ma che è più consona vederla in settembre piuttosto che in agosto. Inoltre negli ultimi anni episodi di questo genere sembrano risultare sempre più frequenti. 
Lo scenario è il medesimo anche al Lago di San Domenico, a pochi km di distanza dal Lago di Scanno, dove le sue gole mettono in evidenza una situazione che le vede quasi completamente a secco di acqua. Ancora più gravi sono le condizioni del bacino di Penne, che a differenza di Scanno è creato dallo sbarramento del fiume Tavo con la diga di Penne e che ad oggi appare quasi del tutto prosciugato.
Tornando al Lago di Scanno, proprio poche settimane fa sulla tematica è intervenuto anche Pasquale Caranfa, presidente dell'associazione culturale 'La Foce', laureato nel 1974 in Lettere con una tesi di geografia umana su questo bacino. E' stato lo stesso docente a rimarcare il fatto che i terremoti avvenuti nel recente passato, non hanno quasi nulla a che vedere con quanto si sta verificando. Le immagini che vediamo, che mettono in risalto un lago in secca, sono dovute esclusivamente al cambiamento climatico in atto e in particolare al fatto che in inverno la neve presente in alta montagna è sempre meno rispetto agli anni passati. 
Di seguito quanto riportato da Caranfa:
"Questo è legato soprattutto al cambiamento climatico, per lascarsità non tanto di piogge quanto di precipitazioni nevose.Prima qui era normale durante l'inverno arrivare ad accumulitotali di neve tra i 12 e i 14 metri, che in primavera siscioglievano a favore delle sorgenti profonde e quindi anche deibacini superficiali".
"Effettivamente però nella parte nord del lago, quindi verso
Villalago, dove si è accumulato il detrito di frana, l'azione
delle piogge nella parte di massima piena non consente gli
accumuli di terriccio, fanghiglia, e quindi di creare nei primi
metri del bacino, in superficie, una struttura impermeabile. Ci
sono del resto inghiottitoi ed è un mistero effettivamente non
ancora svelato dove vada a finire una parte dell'acqua che il
lago perde, oltre alle fuoriuscite certe, quelle del Lago Pio e
di Fonte Vecchia. Con gli esperimenti svolti, sia con materiali
radioattivi sia con coloranti più classici, non se ne è venuti a
capo".
La stagione invernale 2023/2024 è stata condizionata oltre che dall'assenza di neve anche dalla siccità, e questo certamente ha influito sullo stato attuale dei bacini appenninici che non hanno potuto usufruire della sua fusione.  A rimarcare queste criticità è anche il rapporto dell'ANBI ( associazione nazionale consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue) che ha fatto sapere come tra poche settimane continuando questa situazione di siccità, potrebbe per l'Abruzzo prospettarsi un prosieguo di stagione senza acqua per le attività agricole. 
Emanuele Valeri, neveappennino.it
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