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Ambiente: 58 anni fa il disastro del Vajont, quasi 2000 vittime

Alle ore 22.39 del 9 Ottobre 1963 un versante del Monte Toc franò sopra il neo-bacino idroelettrico del Vajont, provocando la tracimazione di parte dell'acqua contenuta nell'invaso.
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10/10/2021 - 08:20
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Dinamica dell\\\\\\\\\\\\\\\\'accaduto
Dinamica dell\\\\\\\\\\\\\\\\'accaduto
DISASTRO DEL VAJONT - E' un periodo molto triste questo per la comunità di Longarone (BL): 58 anni fa ci fu la tragedia del Vajont. Siamo al confine tra Veneto e Friuli, tra le province di Belluno e Pordenone: alle ore 22.39 del 9 Ottobre 1963 un versante del Monte Toc franò sopra il neo-bacino idroelettrico del Vajont, provocando la tracimazione di parte dell'acqua contenuta nell'invaso. La valanga d'acqua superò la diga (730mslm) incanalandosi nella valle del Piave, e spazzò via l'abitato di Longarone (473mslm) con i comuni limitrofi: quasi 2000 furono le vittime. Moltissime persone non furono nemmeno ritrovate, rimaste sepolte da strati di acqua e fango. La marea di detriti seguì il corso del fiume Piave, arrivando a sfociare pochi giorni dopo sul mare Adriatico. La diga, nonostante la frana e l'enorme sollecitazione provocata dall'acqua, rimase intatta.  
LE CAUSE - Le cause principali del disastro furono legate principalmente ad alcuni fattori: la costituzione geologica del versante nord del Monte Toc (il termine toc in dialetto friulano significa 'sfatto', 'marcio'), di natura calanchiva e noto per la sua franosità. L'aver inoltre innalzato le acque del lago artificiale oltre quota 700 metri per volontà dell'ente gestore, sommato a forti negligenze legate ai reali rischi e pericoli che si sarebbero così potuti avere, innescarono il disastro. 
LE DENUNCE - Già alcuni anni prima della tragedia una giornalista del luogo, Tina Merlin, sollevò la questione mettendo alla luce con caparbietà ed ostinazione la verità sulla costruzione della diga del Vajont. Dando voce alle denunce degli abitanti di Erto e Casso, comuni prossimi alle sponde del lago artificiale, Tina riuscì a denunciare i pericoli che avrebbero corso i due paesi se la diga fosse stata effettivamente messa in funzione. Inascoltata dalle istituzioni, la giornalista fu addirittura denunciata per "diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico"...
La diga prima e dopo il disastro
La diga prima e dopo il disastro
La diga cerchiata, poco dopo la tragedia
La diga cerchiata, poco dopo la tragedia
Longarone, a valle: completamente spazzata via
Longarone, a valle: completamente spazzata via
La diga prima e dopo il disastro
La diga prima e dopo il disastro
La diga cerchiata, poco dopo la tragedia
La diga cerchiata, poco dopo la tragedia
Longarone, a valle: completamente spazzata via
Longarone, a valle: completamente spazzata via
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