Aurora Boreale o SAR (Arco Aurorale Rosso Stabile) ? Cosa è successo nei nostri cieli il 10/11 maggio ?
Pubblicato da
Redazione 3bmeteo
in data
11/05/2024 - 10:37
3 min. di lettura
Livello - Per tutti
Condividi su
Fenomeno dell'Aurora (SAR) visto da Cavezzo (Mo) foto di Andrea Malagola
Aurora boreale o il fenomeno noto come 'SAR' (STABLE AURORAL
RED ARC) o 'ARCO AURORALE ROSSO STABILE'? È la domanda che dalla tarda serata
di ieri in molti si staranno facendo, vedendo le migliaia di foto, che nelle
ultime ore stanno riempiendo il web, dei cieli rossastri e violacei che hanno
dato spettacolo da Nord a Sud dello Stivale. Ma cosa sono effettivamente? Va
detto che rappresentano entrambi spettacoli visivi mozzafiato nell'alta
atmosfera terrestre, ma le loro origini e le manifestazioni fisiche
differiscono significativamente.
aurora boreale e sar
L'aurora polare, comunemente nota come aurora boreale
nell'emisfero settentrionale e aurora australe nell'emisfero meridionale, è
causata dall'interazione tra particelle cariche, principalmente protoni ed
elettroni, provenienti dal vento solare e il campo magnetico terrestre
(magnetosfera). Quando queste particelle cariche vengono intrappolate e
accelerate lungo le linee del campo magnetico terrestre, esse collidono con gli
atomi e le molecole nell'atmosfera superiore, eccitandoli e producendo una
serie di emissioni luminose. Queste emissioni sono tipicamente osservabili
nelle regioni polari, dove il campo magnetico della Terra converge verso i poli
magnetici, assumendo colorazioni tipiche che vanno dal verde, blu sino ad
arrivare al viola, rosso.
D'altra parte, i SAR si verificano esclusivamente durante
periodi di intensa attività solare e forti tempeste magnetiche, come quella che
ha colpito la Terra nelle ultime ore o ancora prima lo scorso novembre. Durante
queste tempeste (ieri ha raggiunto il livello 5!), il Sole può emettere enormi
quantità di plasma altamente carico, noto come vento solare, oltre a rilasciare
lampi di radiazioni elettromagnetiche ad alta energia, come i raggi X e i raggi
gamma. Quando questo flusso di plasma e radiazioni raggiunge la Terra, può
interagire con il campo magnetico terrestre in modo significativo, e in questo
caso con le famose fasce di Van Allen, dove nascono appunto i SAR. Più nel
dettaglio ce ne sono due di fasce, ed è quella interna a dare origine ai SAR.
In questa fascia, le particelle cariche ruotano attorno alla Terra, creando
flussi circolari di cariche, noti come correnti ad anello. Durante forti
tempeste geomagnetiche, il campo magnetico terrestre si indebolisce abbastanza
da abbassare la quota delle correnti ad anello. In circostanze molto
specifiche, queste correnti possono così interagire con l'alta atmosfera,trasferendo energia sotto forma di calore all'ossigeno presente lì, che viene
quindi 'riscaldato'. Quest'ultimo si ionizza, emettendo successivamente fotoni,
visibili con la tipica luce rossastra. Stante la posizione della fascia interna
di Van Allen, i SAR sono osservabili a medie latitudini, mentre le aurore si
osservano tipicamente nelle zone attorno ai circoli polari e alle medie
latitudini solo in presenza di un disturbo geomagnetico estremamente intenso.
Sar fotografato ieri 10 maggio a Foligno
Entrando più nel dettaglio, le attuali teorie suggeriscono
che questi archi rossi siano il risultato di processi di risonanza ciclotronica
inversa che coinvolgono particelle cariche, principalmente elettroni, nell'alta
atmosfera terrestre. Questa risonanza ciclotronica può causare un'accelerazione
direzionale delle particelle elettricamente cariche lungo il campo magnetico,
portando alla formazione di un flusso di elettroni che può eccitare gli atomi
di ossigeno nell'atmosfera superiore. L'eccitazione degli atomi di ossigeno
porta alla loro ionizzazione e successiva ricombinazione con gli elettroni, con
conseguente emissione di fotoni. La lunghezza d'onda specifica emessa durante
questo processo di ricombinazione può cadere nella regione dello spettro visibile,
manifestandosi come luce rossa. Questa emissione luminosa concentrata lungo
linee magnetiche specifiche può dar luogo agli archi rossi aurorali stabili,
che assumono una forma arcuata a causa della configurazione del campo magnetico
terrestre.