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Clima e Ambiente: L’Europa cambia colore: l'ondata di calore torrido vista dallo spazio

Le immagini satellitari di maggio e giugno mostrano il drastico ingiallimento della vegetazione e lo stress idrico causati dalla canicola africana.
Pubblicato da
in data
03/07/2026 - 13:23
Livello - Per tutti
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siccità
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L'intensità delle ondate di calore che hanno colpito, nel mese scorso, buona parte dell’Europa non solo ha lasciato traccia nei numerosi record di temperatura misurati dalle stazioni meteorologiche al suolo, ma è evidente anche dalle immagini che vengono catturate dallo spazio. Basti guardare le immagini, riprese rispettivamente il 24 maggio e il 27 giugno dal satellite polare americano, che catturano in modo evidente l'impatto del caldo estremo e della siccità sulla vegetazione europea, con un cambio drastico della colorazione.

I record di temperatura di giugno 2026
I record di temperatura di giugno 2026
Immagine del satellite del 24 maggio 2026. Credit: Nasa
Immagine del satellite del 24 maggio 2026. Credit: Nasa

Nella prima immagine satellitare, quella sopra, catturata all'inizio della stagione, l'Europa occidentale e meridionale mostra il suo volto estivo più classico. Dalla Penisola Iberica fino alle pianure francesi, passando per la catena alpina e l'intera dorsale appenninica italiana, i territori appaiono coperti da un tessuto forestale e agricolo compatto, verde e vitale. La forte riflettanza della clorofilla indica che le piante stanno svolgendo una fotosintesi attiva e regolare, godendo di riserve idriche nel suolo ancora stabili.

Immagine scatta il 27 giugno 2026. Credit: NASA
Immagine scatta il 27 giugno 2026. Credit: NASA

La seconda immagine sopra mostra il medesimo scacchiere europeo a seguito dell'insistente ondata di canicola africana, e il colpo d'occhio rivela che la tonalità complessiva del continente ha subito un viraggio cromatico radicale. Le aree precedentemente caratterizzate da un verde brillante appaiono ora sbiadite, virando verso tonalità ocra, marrone chiaro e giallo spento, un fenomeno particolarmente evidente nella Francia centrale, nelle aree interne della Spagna e lungo tutta la Penisola. Anche le alte vette alpine mostrano una drastica riduzione della copertura nevosa, consumata in fretta dal picco termico in quota, dove lo zero termico si era portato sopra i 4000 m.

Questo cambiamento di colore così macroscopico, rilevabile persino a migliaia di chilometri di altezza, si spiega con lo stato di stress idrico ed ecologico profondo in cui entra la vegetazione quando le temperature superano costantemente le medie stagionali, le precipitazioni sono assenti e i suoli si disidratano. Per salvare le funzioni vitali e limitare la perdita d'acqua per traspirazione, le piante attuano una strategia di difesa estrema chiudendo gli stomi fogliari. Questo blocco protettivo riduce la fotosintesi e arresta la produzione di clorofilla, portando a un rapido decadimento della vitalità delle foglie sotto l'azione della radiazione solare diretta. Il satellite non fa altro che registrare questa perdita di riflettanza del verde: a occhio nudo vediamo l'ingiallimento delle campagne, ma dallo spazio ciò che si osserva è un intero tessuto biologico continentale che sta temporaneamente perdendo colore e bruciando le sue riserves.

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