3 giugno 2019
ore 10:00
di Andrea Colombo
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 Per tutti

Tra tarda primavera ed inizio estate l'Italia mette in mostra un tratto caratteristico del proprio clima. 
Le distese chilometriche di spiagge italiane si contrappongono alle zone interne, e non di rado in questo periodo dell'anno la temperatura può (improvvisamente) balzare di 7-9°C nel raggio di poche centinaia di metri o al più qualche chilometro, in prossimità della costa. 
A tal proposito vi mostriamo le temperature massime registrate domenica 2 giugno su parte del Centronord italiano. A fronte di valori diffusamente sui 30°C in Valpadana e alcune zone interne del Centro (ad esempio la Toscana), il termometro con fatica ha raggiunto i 22-23°C sulla Riviera ligure e e su quella toscana. Il tutto in presenza di cieli sereni praticamente ovunque, senza quindi eventuale nuvolosità a determinare tale divario termico. 



Semplificando, tale divario termico che va ricercato nella diversa inerzia termica che caratterizza le zone continentali (aree interne italiane, nel nostro caso) rispetto al mare. Quest'ultimo possiede un'inerzia termica molto maggiore, ragion per cui tende ad accumulare calore in modo ben più lento rispetto alle aree continentali le quali 'reagiscono' in modo immediato ai forti raggi solari di Maggio-Giugno. Va da sè che le aree in stretta prossimità alla superficie marina tendono a subire gli effetti di questo fenomeno, che si traduce in temperature decisamente fresche rispetto all'immediato entroterra. Estensione dell'aria fresca che tende a guadagnare terreno verso l'interno qualora si presentassero brezze vivaci di provenienza marittima. E' il caso, per l'appunto, delle coste liguri e toscane. 

Col passare delle settimane, e man mano che ci si addentra nel cuore dell'Estate (luglio e agosto) questo divario termico tende ad assottigliarsi in quanto il mare procede ad 'incamerare calore'. A parità di condizioni meteorologiche di contorno, se tra maggio e giugno le differenze termiche tra litorale ed entroterra raggiungono anche i 10-12°C, nel mese di agosto tale differenza risulta ben più ridotta.

Quello appena descritto è un fenomeno tipico di qualunque interfaccia 'mare-entroterra', e va quindi a caratterizzare tantissime aree italiane, da Nord a Sud. 

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