La Nebulosa Testa di Cavallo vista da Euclid - ESA
Perché il telescopio Euclid, che di recente ci ha mostrato i
suoi primi meravigliosi scatti, è da tutti considerato rivoluzionario,
apripista di una nuova era per la cosmologia? Perché le sue immagini sono così
tanto importanti? Non si diceva lo stesso anche per altri telescopi spaziali
come Hubble prima e poi con James Webb poi? Partiamo subito da quest'ultimo quesito. A
differenza di quest'ultimi telescopi, che mirano perlopiù a "esplorare" il
cosmo, Euclid ha un obbiettivo decisamente più grande che va oltre la bellezza
di scatti ultra-definiti. Ognuno di essi, infatti, sarà fondamentale per capire
cosa sono materia ed energia oscura, che ruolo hanno nell'Universo e come
queste agiscono.
EUCLID - Per vincere questa sfida l'ESA, in collaborazione con numerosi
altri centri di ricerca e agenzie, ha costruito il più preciso telescopio
spaziale che l'umanità abbia mai avuto. Ecco alcune delle sue caratteristiche: in
primis è dotato di una fotocamera da 600 megapixel, uno spettrometro nel vicino
infrarosso e un fotometro, che gli permettono di misurare con precisione
elevata l'accelerazione dell'universo, fornendo preziose informazioni sulla
natura dell'energia oscura. E' altresì dotato di un sistema d'assetto fine di
ultima generazione, che gli consente un puntamento ultra preciso, mentre i due
strumenti sopracitati sono altamente sensibili e con una risoluzione spaziale
ottimale da poter ottenere immagini dettagliatissime. Utilizza anche
misurazioni spettroscopiche per determinare gli spostamenti verso il rosso
delle galassie, al fine di avere una distribuzione tridimensionale delle
galassie e osservarne l'evoluzione nel tempo. Questo consentirà così una
mappatura 3D di miliardi di galassie, ampliando significativamente la nostra
conoscenza del cosmo. Studiando le forme delle galassie a diverse distanze
dalla Terra, Euclid permetterà di capire la distribuzione della materia oscura
nell'universo.
WEBB - Se Euclid si candida a essere rivoluzionario nei prossimi
anni il telescopio spaziale Webb, successore di Hubble, a modo suo sta già
rivoluzionando la nostra comprensione dell'universo primordiale. Grazie a lui
ora siamo in grado di avere maggiori informazioni, ad esempio, degli esopianeti
e della formazione di stelle e galassie. JWST ha uno specchio primario
segmentato di 6,5 metri, che gli consente di raccogliere una quantità di luce
da oggetti celesti distanti mai raccolta prima da qualsiasi altro telescopio.
Dotato di strumenti all'avanguardia come la Near Infrared Camera (NIRCam), il
Near Infrared Spectrograph (NIRSpec) e il Mid-Infrared Instrument (MIRI), JWST opera
perlopiù nello spettro infrarosso, permettendogli di oltrepassare la polvere
cosmica e osservare la formazione di stelle, galassie e sistemi planetari. Studiando le sorgenti di luce più remote JWST
fornisce e fornirà sempre più informazioni sulle origini dell'universo.
Indagherà anche sulle atmosfere degli esopianeti, alla ricerca di potenziali
segni di abitabilità e della presenza di molecole chiave come l'acqua e
l'anidride carbonica.
Due telescopi quindi unici nel loro genere, destinati entrambi
a fare la storia seppur con obbiettivi e funzioni differenti. Le due missioni,
tuttavia, si completano a vicenda e le informazioni che entrambi ci forniranno saranno
di vitale importanza per avere una comprensione più completa del nostro
universo. Se da un lato JWST ci permetterà di capire meglio l'origine degli
oggetti celesti e se ci sono zone ospitali alla vita al di fuori della Terra,
dall'altro Euclid ci permetterà di capire come evolve il nostro Universo e le
sue forze fondamentali. Se Webb ha la capacità di osservare molto più "lontano"
o indietro nel tempo, Euclid va
decisamente più veloce e con un "occhio" molto più ampio (per un suo singolo
scatto servono almeno 100 scatti di Webb).
I pilastri della Creazione. Credit: NASA, ESA, CSA, STScI; Joseph DePasquale (STScI), Anton M. Koekemoer (STScI), Alyssa Pagan (STScI)
L'obbiettivo degli scienziati è ora quello di far lavorare
insieme questi due rivoluzionari. Dalla grande visione di Euclid ( in grado in
primi di scattare più rapidamente e su una porzione molto più ampi di cosmo) si
potranno estrapolare dettagli che a loro volta potranno essere approfonditi da
Webb permettendo così di avere una visione sempre più completa del cosmo. Solo
il tempo e il duro lavoro degli scienziati ci dirà se questo sarà possibile e
dove ci porterà. Una storia ancora tutta da scrivere che ci permetterà di far
luce su pianeti, galassie, stelle e teorie ad oggi ancora oscure.