Più volte abbiamo trattato della
'piscina' molto fredda in Atlantico, una forte anomalia di
temperatura che si riscontra sotto la Groenlandia. Da qui una serie
di ipotesi future. Una è legata al breve periodo, con una influenza del
'blob' sulle temperature estive e invernali, specie ad Ovest del Continente. La seconda,
sul lungo periodo, è invece legata ad un indebolimento della Corrente del Golfo ( per il momento viva e vegeta su una scala temporale lunga) con l'innesco di un periodo molto freddo in Europa
e non solo. Su questo aspetto la faccenda è molto controversa.
Tuttavia è' noto che le anomalie delle acque oceaniche hanno
ripercussioni sul clima mondiale. L'accoppiata de La Nina + Blob
atlantico potrebbero ad esempio ammortizzare gli effetti del
riscaldamento globale aumentando anche la possibilità di avere in
media inverni più freddi in futuro ma senza raggiungere gli
scenari da 'Day After Tomorrow'.
E' bene sapere inoltre che esiste
una correlazione tra l'andamento delle temperature oceaniche atlantiche e l'andamento dei venti in quota in Europa e di
conseguenze delle temperature. Quando le temperature
dell'Atlantico sono calde tra 0 e 70 N, le temperature invernali sono
sopra la norma. Ma ci sono anche delle eccezioni dal momento che un Atlantico caldo può indebolire i venti occidentali come successo a
metà degli anni 30 e del 1960. Temperature negative sono invece
associate al freddo agli inizi del 20mo secolo e sul finire del 1960
e 1970. L'eccezione fu durante l'episodio della forte La Nina nel
1973-75. Tuttavia non c'è una stretta correlazione in quanto la
variabilità annuale dipende anche da altri fattori come i venti
stratosferici, le temperature delle acque sul Pacifico (la PDO) e del
ciclo El Nino/La Nina.
Seguici su Google News
Vuoi restare aggiornato? Segui il nostro profilo su Google News e scopri altri articoli come questo!