Indonesia - Un muro contro il livello marino che sale ma è la terra che si abbassa
Tra le conseguenze più discusse del cambiamento climatico vi è l'innalzamento del livello dei mari, provocato principalmente dalla dilatazione termica degli oceani e dalla fusione dei ghiacciai continentali. Sebbene il fenomeno proceda su scala globale a una velocità di pochi millimetri all'anno, nelle aree costiere densamente popolate può rappresentare una sfida enorme per la sicurezza delle persone, delle infrastrutture e delle attività economiche. Per questo molti Paesi stanno studiando o realizzando grandi opere di difesa costiera.
Tuttavia esistono situazioni in cui il problema non è soltanto il mare che sale, ma anche la terra che scende. È il caso dell'Indonesia, che ha deciso di investire circa 80 miliardi di dollari nella costruzione del cosiddetto Giant Sea Wall, una gigantesca barriera marina lunga oltre 500 chilometri che dovrebbe estendersi lungo gran parte della costa settentrionale dell'isola di Giava. Si tratta di un'area strategica dove vivono più di 150 milioni di persone e dove viene prodotto oltre il 50% dell'intero PIL nazionale. L'obiettivo è proteggere città, porti, industrie e infrastrutture dall'avanzata del mare e dalle inondazioni costiere, ma secondo molti ricercatori il vero problema si trova sotto i piedi degli abitanti.
Uno studio pubblicato nel 2026 ha infatti mostrato che lungo la costa il terreno si abbassa da 1 fino a 15 centimetri all'anno, mentre il livello medio globale del mare cresce di poco più di 3 millimetri all'anno. Entro il 2050, secondo gli autori della ricerca, fino all'85% dell'aumento relativo del livello del mare in molte aree sarà dovuto non all'oceano che sale, ma alla terra che sprofonda. La causa principale è il massiccio sfruttamento delle falde acquifere sotterranee, indispensabili per fornire acqua a milioni di persone ma responsabili della progressiva compattazione del sottosuolo. In alcune zone di Giacarta il terreno è sceso di circa 2,5 metri in appena dieci anni. Per questo motivo molti esperti ritengono che il muro marino possa essere utile per attenuare gli effetti delle mareggiate e dell'ingressione del mare, ma che da solo non possa risolvere il problema.
Se la subsidenza continuerà ai ritmi attuali, anche le aree protette dalla barriera finiranno gradualmente sempre più in basso rispetto al livello del mare, rendendo necessarie opere di drenaggio e manutenzioni permanenti. Il progetto potrebbe quindi rappresentare una parte della soluzione, ma solo se accompagnato da misure efficaci per ridurre il prelievo di acqua dalle falde, migliorare la gestione dei fiumi e affrontare le cause profonde dello sprofondamento del terreno.
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