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Meteo. Anticiclone delle Azzorre? E' l'ennesima dimostrazione di un clima cambiato. L'editoriale

Pubblicato da
in data
29/06/2025 - 10:20
1 min. di lettura
Livello - Per tutti
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promontorio sub tropicale
promontorio sub tropicale
In un clima che cambia e che esaspera gli estremi anche le etichette devono essere usate con attenzione. Utilizzare termini come  'anticiclone delle Azzorre' quando gli effetti termici sono quelli che stiamo vedendo su mezza Europa (e non casi isolati), rischia di banalizzare la complessità dell'atmosfera e di impedire una piena comprensione della gravità dei cambiamenti climatici in atto. 
Un classico anticiclone delle Azzorre è tipico delle estati di una volta, quando la circolazione rispondeva a determinati schemi, non solo al suolo ma anche in quota. L'alta pressione delle Azzorre, quella vera, portava stabilità ma non eccessi di caldo. Si spingeva fin sull'Europa occidentale, garantiva bel tempo e un caldo moderato, con notti ancora fresche. Il promontorio dell'Azzorre era più basso in quota e più occidentale. Oggi questi schemi, alla base di quegli effetti, non ci sono più. 
Il promontorio che domina in questi giorni ha un'anima diversa ed è un classico delle fasi molto calde sempre più frequenti sul Mediterraneo: è alimentato da aria subtropicale continentale, quella che arriva dal Sahara. Si struttura in quota, con geopotenziali elevatissimi e subsidenza secca. Risultato? Temperature da record, notti tropicali, afa, e caldo che non molla. E anche se le isobare al suolo sembrano raccontare un'estensione dell'Azzorre, in realtà è tutta un'altra storia, con l'asse del promontorio più meridiano. (In termini tecnici la NAO è più orientale e va ad agganciare uno schema da East Atlantic positivo)
Il clima è cambiato e con lui sono cambiate anche le 'regole' del gioco con schemi di circolazione alterati che fan si che le ondate di calore sono più intense, più durature e più estese.  Insomma, chiamarla ancora 'Alta pressione delle Azzorre' è come usare una vecchia cartina per orientarsi in una città che non esiste più. Il nome resta, ma il contenuto è cambiato. E questo dovrebbe farci riflettere: non è solo una questione di etichette, ma di realtà che evolve sotto i nostri occhi.
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