Si parla molto di un possibile ritorno di El Niño nei prossimi mesi, con alcune proiezioni che ipotizzano un evento moderato o anche forte nella seconda parte dell'anno. El Niño è uno dei principali motori del clima globale: quando il Pacifico equatoriale si scalda, cambia la circolazione atmosferica su scala planetaria e tende ad aumentare anche la temperatura media globale.
Ma globale non significa locale. Può esserci un'estate molto calda con El Niño, ma anche senza El Niño. E può esserci El Niño senza che l'Italia viva automaticamente un'estate estrema. Se El Niño influenzasse davvero l'estate europea in modo determinante, avremmo sempre lo stesso risultato ma non è così.
Il motivo è semplice; l'Europa si trova lontano dall'area di influenza diretta del fenomeno. Gli effetti diretti si osservano soprattutto nelle zone tropicali, vicino al Pacifico equatoriale; altrove, come in Europa, l'influenza è più debole e indiretta. Quando il segnale arriva fin qui, lo fa in modo più debole e filtrato, entrando in un sistema atmosferico dominato da molte altre dinamiche. Ed è proprio qui che nasce l'equivoco; si prende un segnale climatico reale e importante e lo si trasforma troppo facilmente in una spiegazione automatica del caldo europeo.
In realtà, in Europa il tempo dipende soprattutto da ciò che accade tra Atlantico, anticicloni e corrente a getto. È per questo che El Niño e La Niña vengono spesso sopravvalutati, soprattutto quando si cercano effetti diretti.
C'è poi un altro punto importante, la tempistica. Se El Niño dovesse rafforzarsi soprattutto tra fine estate e autunno, usarlo già adesso per spiegare giugno o luglio in Italia diventa ancora più fragile.
In altre parole: non c'è bisogno di El Niño per avere un'estate molto calda in Italia. Le ondate di calore sono diventate più frequenti e intense soprattutto per il riscaldamento di fondo del sistema climatico, indipendentemente da quanto accade nel Pacifico. Le estati italiane dipendono soprattutto da altri fattori quali la posizione dell'anticiclone subtropicale, le ondulazioni della corrente a getto e la configurazione tra Atlantico, Europa e Mediterraneo. Sono queste le dinamiche che decidono davvero se avremo caldo persistente oppure fasi più mobili e instabili.
El Niño può certamente rappresentare uno sfondo climatico favorevole a temperature globali elevate, ma non basta da solo per spiegare il caldo estivo nel nostro Paese. Il Pacifico può inviare un segnale ma il tempo che viviamo qui si decide soprattutto molto più vicino a noi.
E anche se l'estate dovesse risultare molto calda, questo non sarebbe automaticamente la prova che la causa sia El Niño, ma il risultato di una certa configurazione atmosferica dentro un contesto climatico già caldo.