In Europa può esserci caldo intenso durante El Nino, ma anche senza. E può esserci El Nino senza caldo estremo in Italia. Perché allora si tende a collegare così facilmente un fenomeno tropicale al clima europeo? Per semplicità; il clima è un sistema complesso, ma si cerca spesso una causa unica. E siccome El Nino è noto e riconoscibile, diventa la spiegazione più immediata. Quando poi il caldo si verifica durante El Nino, lo si ricorda e lo si rafforza mentalmente. Quando invece non succede, lo si dimentica.
Il legame tra l'estate europea e ciò che accade nel Pacifico tropicale è in realtà indiretto e debole. Quando il segnale de El Nino raggiunge l'Europa, viene spesso sovrastato dalle dinamiche delle medie latitudini, che hanno un ruolo più determinante. El Nino, inoltre, non è un telecomando, ma un processo graduale, che richiede tempo per strutturarsi e trasmettere i propri effetti alla circolazione atmosferica globale. Anche nel caso in cui si sviluppi durante l'estate, il suo impatto sull'Europa nella fase iniziale è generalmente limitato.
Parlare oggi di un Super El Nino è prematuro. Tra aprile e maggio i modelli incontrano la cosiddetta 'barriera di primavera', una fase in cui la capacità di prevedere l'evoluzione del fenomeno si riduce sensibilmente. In questo periodo non è possibile stabilire con affidabilità né se El Nino si svilupperà pienamente, né quale sarà la sua intensità. Le proiezioni a lungo termine restano quindi incerte.
La storia recente, inoltre, smentisce un legame sistematico tra El Nino e il caldo europeo. Il 2022, ad esempio, è stato segnato da ondate di calore estreme e persistenti, nonostante fossimo in una fase de La Nina (il fenomeno opposto a El Nino). Questo dimostra che per comprendere il caldo intenso sul Mediterraneo bisogna guardare altrove.
Il contesto climatico è cambiato. Le rimonte dell'alta pressione subtropicale verso l'Europa tendono a essere più frequenti e persistenti a causa di un cambio di circolazione. In un mondo più caldo, queste dinamiche agiscono su una base termica già elevata, rendendo le ondate di calore più intense e durature.
Il problema del caldo in Europa, quindi, non è un singolo fenomeno nel Pacifico, ma il contesto climatico in cui queste dinamiche si formano. Le estati di oggi sono più calde rispetto al passato, indipendentemente da El Nino, e il caldo è sempre più spesso la regola e non l'eccezione. In un clima che si riscalda aumenta la probabilità di estati molto calde, ma non tutte si comportano allo stesso modo. Ad oggi non è possibile stabilire che l'estate 2026 sarà tra le più calde mai registrate, tantomeno attribuendolo a El Nino. Se il caldo intenso si verificherà, sarà il risultato di più fattori. El Nino, così come La Nina, può contribuire al caldo, ma non in modo sistematico.