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Meteo. Erminio e l'equivoco della pioggia che smentisce il clima

Non è quanto piove, ma come piove.
Pubblicato da
in data
04/04/2026 - 06:31
2 min. di lettura
Livello - Per tutti
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alluvioni, immagine di repertorio
alluvioni, immagine di repertorio
La presenza del vortice ciclonico Erminio, con piogge alluvionali al Centro-Sud e nevicate eccezionali in Appennino, ha riportato al centro dell'attenzione il tema delle precipitazioni in Italia. L'episodio si inserisce in una fase già molto piovosa, che negli ultimi mesi ha interessato ampie aree del Paese. In questi contesti riemerge spesso un equivoco, ovvero l'idea che una stagione particolarmente piovosa possa mettere in discussione le tendenze climatiche più ampie o smentire i rischi legati alla vulnerabilità idrica del Mediterraneo.
Un singolo anno, o anche una sequenza di mesi molto piovosi, non rappresenta però un trend climatico. Nemmeno due o tre anni siccitosi, presi isolatamente, bastano da soli a definirlo. La climatologia si basa su serie temporali lunghe, su distribuzioni e frequenze, non su episodi isolati, per quanto intensi. 
Il cambiamento climatico non si manifesta necessariamente attraverso una semplice diminuzione delle precipitazioni totali. In molti casi, il segnale emerge nella distribuzione della pioggia nel tempo, con periodi più lunghi e frequenti di assenza di precipitazioni, spesso associati a siccità più intense e prolungate, alternati a fasi molto piovose e concentrate, spesso associate a un maggiore impatto sul territorio.
In questo senso, anche a parità di quantitativi totali, il sistema può diventare meno equilibrato. Non tutta la pioggia si traduce nello stesso modo in risorsa utile: eventi intensi e ravvicinati possono favorire ruscellamento, erosione e dissesto, senza garantire un'efficace ricarica delle riserve idriche.
Tra gli anni '90 e i primi anni 2000, il tema della desertificazione del Sud Italia entrò nel dibattito pubblico, ma venne spesso semplificato. L'idea che il Mezzogiorno fosse destinato a non vedere più pioggia è stata una traduzione mediatica fuorviante di un concetto più complesso, legato al degrado del suolo, all'aumento dell'evaporazione e alla perdita di equilibrio del sistema idrico.
Alla luce di questo, le piogge abbondanti degli ultimi mesi non rappresentano una smentita, ma una fase all'interno di una variabilità che può diventare, nel tempo, più accentuata e meno regolare.
Il rischio, altrimenti, è quello di leggere il clima attraverso l'episodio che meglio si presta a confermare una tesi, perdendo di vista la natura statistica e dinamica del sistema atmosferico. Ed è proprio questa distinzione, tra evento e tendenza, uno degli elementi più importanti, e più spesso fraintesi, nella comprensione del cambiamento climatico.
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