Il nuovo anno sta riportando sull'Europa un volto invernale sempre meno frequenteIl nuovo anno sta riportando sull'Europa un volto invernale sempre meno frequente nel clima attuale, con un'ondata di gelo che ha coinvolto molte nazioni e fatto segnare valori anche estremi di temperatura. Tra i valori più bassi: fino a -42°C raggiunti in Norvegia, in Svezia si sono toccati i −40°C, mentre in Finlandia si è scesi fino a −39°C. Il freddo intenso si è poi esteso verso l'Europa centrale, con −26°C in Repubblica Ceca, e più a sud-est con −24°C in Ucraina e −22°C in Bielorussia. Anche l'Europa occidentale è stata coinvolta, con valori significativi fino a −20°C in Germania. Sono gli effetti delle correnti gelide di natura artica che hanno raggiunto anche la nostra Penisola.
La copertura nevosa attuale è in larga parte il risultato delle correnti gelide che nelle ultime settimane hanno scorrazzato sul comparto euro asiatico, portando precipitazioni nevose e favorendo il consolidamento del manto al suolo. Secondo recenti analisi, l'estensione della copertura nevosa è tra le più ampi degli ultimi anni che la collocano come la più estesa dal 2019.
La neve ha un ruolo decisivo nel mantenere basse le temperature. Un suolo innevato tende a scaldarsi poco durante il giorno e a raffreddarsi più rapidamente di notte, favorendo gelate diffuse e il consolidamento di un serbatoio di aria fredda che può resistere nel tempo. In pratica, quando la neve diventa così estesa, l'inverno trova un alleato che lo rende più stabile e persistente.
Alcuni scenari modellistici suggeriscono che il freddo potrebbe continuare anche nella parte finale di gennaio, con la possibilità che la circolazione atmosferica bloccata mantenga attive condizioni favorevoli a nuove fasi invernali in Europa.