piogge eccezionali tra Marocco, Portogallo e Spagna
Grazalema, in Spagna, ha ricevuto 2.336,5 mm di pioggia in 21 giorni di cui oltre 500mm in 24 ore. Secondo dati locali e stime preliminari, in alcune aree attorno a Grazalema gli accumuli avrebbero raggiunto valori eccezionali; non perché la zona non sia piovosa, lo è per natura, ma per la concentrazione delle precipitazioni avvenuta in così poco tempo.
Anche se Grazalema è storicamente il polo della pioggia spagnola (per via dell'effetto stau della Sierra de Grazalema che blocca i venti umidi dall'Atlantico), superare i due metri d'acqua in meno di un mese mette a nudo la fragilità di infrastrutture progettate per un clima che non esiste più.
Grazalema si trova a circa 913 metri di quota. Questo dimostra che l'altitudine non protegge dalle alluvioni. In presenza di precipitazioni così intense e persistenti, il problema non è dove scorre l'acqua, ma quanta il sistema riesce ad assorbire prima di collassare. Anche in montagna, quando il suolo e gli acquiferi sono saturi, l'acqua resta in superficie.
Tre sono i motivi meteorologici principali di questo diluvio. Il primo è una circolazione bloccata con una serie di perturbazioni dirette dall'Atlantico verso l'Europa occidentale e il nord Africa. Il secondo è il continuo afflusso di aria molto umida dall'Atlantico tropicale, organizzata in veri e propri fiumi di vapore, che hanno alimentato piogge intense e persistenti. Il terzo è la ripetizione degli eventi: ogni nuova perturbazione è arrivata su terreni già bagnati e fiumi già carichi, senza il tempo necessario per smaltire l'acqua caduta in precedenza.
Grazalema inoltre si trova in una zona montuosa che favorisce la risalita dell'aria umida: quando i flussi atlantici incontrano i rilievi, l'aria è costretta a salire, raffreddarsi e condensare, intensificando ulteriormente le precipitazioni. È per questo che l'area è storicamente una delle più piovose della Spagna.
Molte zone della Penisola Iberica e il Marocco venivano inoltre da mesi, se non anni, di piogge irregolari. Quando l'acqua manca a lungo, il suolo tende a indurirsi e ad assorbire peggio. Se poi le piogge tornano tutte insieme, l'acqua scorre più facilmente in superficie invece di infiltrarsi, e i fiumi reagiscono in modo rapido e violento.
Questo andamento delle precipitazioni è coerente con ciò che osserviamo in un clima che si riscalda; piogge meno regolari e più concentrate. Ma un clima che tende ad essere più caldo, la massa d'aria può contenere più umidità e, quando una perturbazione arriva, può portare con sé quantità maggiori di pioggia. Inoltre, alcune configurazioni atmosferiche tendono a durare più a lungo, facendo piovere più volte sugli stessi territori.
Il risultato è un clima che non distribuisce più l'acqua in modo uniforme, ma la concentra: meno giorni di pioggia debole e persistente, più episodi intensi e ravvicinati. E quando questo succede, anche zone abituate alla pioggia possono andare in difficoltà.