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Meteo. I modelli numerici come specchio del cambiamento climatico

Pubblicato da
in data
16/06/2025 - 07:08
1 min. di lettura
Livello - Per tutti
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Il modello come lente sul presente
Il modello come lente sul presente
Ogni giorno i diversi modelli numerici simulano il tempo che farà domani, tra una settimana, tra un mese. Alcuni sono deterministici, altri probabilistici. Alcuni guardano a pochi giorni, altri si spingono verso le stagioni. Quando guardiamo un modello numerico ci chiediamo subito. 'È affidabile? Succederà davvero?'
Dovremmo però fare un'altra domanda. 'Com'è possibile che oggi venga simulata con naturalezza una cosa che, anni fa, sembrava eccezionale?' Perché il punto cruciale non è solo se quell'evento estremo si verificherà davvero ma che il modello oggi lo considera plausibile. E questo, da solo, è un segnale.
I modelli numerici si basano sulla fisica, non decidono liberamente cosa simulare ma simulano ciò che è fisicamente possibile a partire dalle condizioni iniziali. E se oggi simulano più facilmente scenari estremi è perché le condizioni fisiche di partenza sono cambiate. E i modelli, che oggi sono anche più precisi e risoluti di 10-20 anni fa, riescono a rappresentare meglio questa nuova realtà.Nel passato certe configurazioni estreme apparivano nei modelli solo come code isolate. Oggi compaiono prima, più spesso e in modo meno eccezionale. Questo non significa che ogni simulazione estrema si realizzerà, significa che il clima ha spostato l'asticella del possibile. I modelli non servono solo per fare previsioni operative, servono anche per leggere la direzione in cui si sta muovendo il nostro clima.
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