La dinamica tipica del cuore dell'inverno ha già preso forma nelle ultime settimane sul comparto siberiano, spinta da un innevamento precoce e da un efficace raffreddamento continentale. In queste settimane la copertura nevosa sull'Eurasia è cresciuta rapidamente con l'inverno che ha anticipato i tempi in Mongolia, sull'estremo nord-est della Cina e nella Russia meridionale. L'accumulo di neve in queste aree non è solo indica l'arrivo della stagione fredda, ma anche un fattore chiave nel bilancio energetico del continente: il suolo innevato favorisce una forte perdita di calore per irraggiamento notturno, raffreddando la colonna d'aria sovrastante e creando le basi per la formazione di masse d'aria gelide.
situazione copertura nevosa
Il risultato si evidenzia già; nelle ultime settimane le temperature sull'Eurasia nord-orientale sono scese di diversi gradi al di sotto della norma con valori minimi eccezionali. Questa massa d'aria molto fredda, complice lo spostamento dell'anticiclone siberiano si sta ora muovendo verso sud. La Cina nord-orientale ha già assistito a nevicate su vaste zone. A Ulanhot, nella Mongolia Interna, sono caduti 15 cm di neve, mentre Harbin ha registrato la prima nevicata della seconda metà dell'anno. Sono eventi che confermano l'intensità del raffreddamento in atto e l'espansione verso sud delle masse d'aria continentali.
Nei prossimi giorni il freddo abbraccerà gran parte della Cina occidentale e settentrionale, mentre l'aria gelida si spingerà fino alle regioni più meridionali del Paese, portando temperature di molti gradi sotto la norma stagionale. Il calo termico sarà anche di 15-20°C e questo metterà fine all'ondata di caldo estremo. Questo avviene in concomitanza dello spostamento dell'anticiclone siberiano verso sud est. Sull'Asia centrale e occidentale si osserverà invece un graduale rialzo delle temperature, segno della rimodulazione del campo anticiclonico e dell'afflusso di masse d'aria più miti da sud-ovest.
Lo spostamento dell'anticiclone non avrà effetti solo a livello locale ma anche emisferico. La spinta esercitata dalle grandi catene montuose dell'Asia contribuisce a rimodulare la circolazione attraverso il bilancio di forze tra atmosfera e superficie, influenzando la distribuzione delle masse d'aria a scala emisferica. Non si tratta di un effetto immediato, ma di un segnale che indica un progressivo riequilibrio della circolazione atmosferica nelle prossime settimane.