Il vortice polare, la grande corrente di venti che ruota sopra il Polo Nord in stratosfera durante l'inverno, è oggi ai minimi storici per un 24 novembre. I valori del vento a 10 hPa sono scesi fino a 0,3 m/s, il livello più basso mai osservato negli ultimi 45 anni; significa che il vortice sta ruotando più lentamente per questo periodo dell'anno.
Un vortice debole può permettere al freddo di muoversi verso sud, ma non sempre. Dipende dal tipo di disturbo. In questo momento il disturbo non sta influenzando gli strati dove si forma il nostro tempo, quindi il freddo non viene liberato. Il freddo che invece interessa l'Europa non dipende dal vortice polare ma da una ondulazione interna della corrente a getto.
L'indebolimento attuale è dovuto a un riscaldamento precoce della stratosfera sul lato canadese e a un'onda atmosferica che ha spinto il vortice fuori dal suo centro, inclinato verso la Siberia. Eventi così precoci sono rari e difficili da confrontare con episodi precedenti.
Molti disturbi precoci come questo restano confinati in quota e non modificano la circolazione sull'Europa, anche se possono aumentare la probabilità di irruzioni fredde sul Nord America. Per questo, valori molto bassi del vento non indicano che sia in atto un Major Sudden Stratospheric Warming, né che il freddo sia destinato a diffondersi verso il nostro continente.
La sola debolezza del vortice non basta per portare il freddo in Europa, conta come si è indebolito; in questo caso, l'energia atmosferica è stata in gran parte riflessa verso il basso, impedendo al segnale di scendere. Questo tipo di dinamica spesso porta a un rafforzamento del vortice nelle settimane successive.