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Meteo. Un inverno che cambia marcia: cosa mostrano modelli e teleconnessioni

Ultime analisi del C3S multimodel e delle teleconnessioni.
Pubblicato da
in data
10/11/2025 - 21:06
3 min. di lettura
Livello - Per esperti
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meteo inverno, analisi
meteo inverno, analisi
Versione tecnica. L'inverno 2025/26 presenta una combinazione complessa di segnali a larga scala: la QBO negativa, un evento de La Niña di moderata intensità, un Vortice Polare inizialmente debole e un sistema oceano-atmosfera caratterizzato da anomalie termiche distribuite in modo non uniforme tra Pacifico e Atlantico. Gli scenari stagionali del C3S multi-model  evidenziano un pattern bloccato a dicembre, cui segue un indebolimento del segnale in gennaio e febbraio.
Dicembre 2025. La QBO negativa facilita la propagazione verso l'alto delle onde planetarie (wave 1 e wave 2), favorendo un Vortice Polare più vulnerabile e aumentando la probabilità di riscaldamenti stratosferici precoci. Il C3S di dicembre mostra anomalie positive di geopotenziale a 500 hPa su Groenlandia e Islanda e anomalie negative sull'Europa meridionale e sul Mediterraneo orientale, secondo una tipica configurazione da NAO negativa.I principali driver e i modelli C3S sono coerenti nel suggerire un avvio d'inverno più ondulato e dinamico.
scenario dicembre secondo C3S
scenario dicembre secondo C3S
Gennaio 2026. Transizione verso un pattern East Atlantic positivo. La Niña entra in fase di attenuazione e la sua capacità teleconnettiva verso l'Atlantico diminuisce nettamente; il legame ENSO-NAO è infatti debole nella prima metà dell'inverno. Il Vortice Polare tende a ricompattarsi per climatologia; un getto più teso è possibile solo in caso di efficace accoppiamento stratosfera-troposfera. Le mappe del modello C3S mostrano una assenza di un dipolo Islanda-Azzorre, anomalie positive estese sull'Europa, un'area di deboli anomalie negative nel settore Azzorre/Atlantico subtropicale. Questa struttura corrisponde a un pattern da EA+, caratterizzato da affondi verso le Azzorre, alta pressione sull'Europa centro-orientale e flusso sud-occidentale verso il continente (trend di fondo).
Gennaio, quindi, non mostra una firma NAO dominante, ma un assetto EA+ che rende la circolazione europea più mite.
Febbraio 2026.  La Niña perde ulteriore efficacia teleconnettiva e il suo contributo all'Atlantico diventa statisticamente inconsistente. A fine inverno il Vortice Polare è climatologicamente più forte. Un eventuale rafforzamento e accoppiamento strato-tropo potrebbe favorire una fase da NAO positiva, ma al momento i modelli stagionali non mostrano questo andamento. Ciò non significa che non possa verificarsi ma che oggi non esiste un segnale di fondo. Il modello C3S evidenzia alcune deboli anomalie negative tra Regno Unito e Mare del Nord, con un pattern che ricorda un debole assetto da NAO positiva ma senza struttura definita. Febbraio resta un mese a bassa predicibilità dinamica, privo di un driver dominante.
scenario gennaio secondo C3S
scenario gennaio secondo C3S
Un inverno asimmetrico e non lineare. L'inverno 2025/26 non segue la sequenza classica da blocco verso zonale. È invece caratterizzato da forzanti coerenti solo in dicembre, un pattern EA+ in gennaio e scarsa forzatura in febbraio, con segnali contrastanti e un ruolo maggiore di eventi interni (SSW, persistenza NAO/EA). La predicibilità stagionale cala da metà inverno in poi. La Niña è presente ma il suo ruolo in questo inverno appare marginale dal modello: il forcing ENSO emerge solo nella cresta del Pacifico settentrionale, mentre manca la risposta completa del PNA e soprattutto non si trasmette in modo significativo al settore euro-atlantico. Si tratta quindi di un inverno non dominato dall'ENSO, in cui altri driver (QBO, Vortice Poalre, EA/NAO, MJO) risultano più influenti.
Questo scenario vale in assenza di un evento di riscaldamento stratosferico a dicembre. L'eventuale comparsa di uno SSW cambierebbe radicalmente la traiettoria dell'inverno, indebolendo il Vortice Polare e favorendo assetti bloccati anche nel cuore della stagione. Si tratta infatti di scenari probabilistici basati sui segnali dei driver e sui campi medi dei modelli stagionali. Come sempre nelle stagionali, soprattutto in assenza di un forcing dominante, l'evoluzione reale può differire in modo significativo, in particolare da gennaio in poi. 
Le stagionali indicano tendenze di circolazione, non dicono che tempo farà in Italia. Dicembre ha più probabilità di dinamismo e fasi fredde a scala europea, mentre gennaio mostra un segnale più mite. Ma il dettaglio locale non è prevedibile a questa distanza.
scenario febbraio secondo C3S
scenario febbraio secondo C3S
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