Le ultime analisi mostrano un vortice polare stratosferico chiaramente disturbato nel corso di febbraio. I venti zonali in stratosfera sono in calo, segnale che onde planetarie provenienti dalla troposfera stanno propagando verso l'alto.
Attorno all'11 febbraio è presente una forzante di tipo W2, che tende a deformare il vortice e a favorire un tentativo di divisione. In alcune simulazioni questo si traduce in uno split temporaneo, confinato però all'alta stratosfera e senza un accoppiamento verticale.
Nelle fasi successive, tra il 14 e il 16 febbraio, prende invece dominio una configurazione a W1, che spinge il vortice a spostarsi piuttosto che a dividersi in modo persistente. Il vortice resta quindi disturbato, ma l'evoluzione appare più coerente con un displacement.
L'elevata incertezza indica che il sistema non ha ancora una risposta dinamica univoca, nonostante lo scenario del displacement risulti al momento prevalente. Coerentemente con questo quadro, i venti zonali calano ma non collassano in modo duraturo nella media, suggerendo che una parte dell'energia d'onda non viene assorbita dal vortice ma viene riflessa, limitando la propagazione del disturbo verso i livelli più bassi. Si tratterebbe quindi di un disturbo non pienamente accoppiato tra stratosfera e troposfera. Gli eventuali effetti in troposfera dipenderanno da come la circolazione troposferica reagirà al disturbo, senza segnali al momento univoci e non così palesi come nel caso di split.