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Meteo. Vortice polare e stratwarming: dall'allungamento allo split in febbraio, cosa sappiamo?

Ecco cosa c'è da sapere su evento affascinante atteso in febbraio.
Pubblicato da
in data
30/01/2026 - 11:15
2 min. di lettura
Livello - Per tutti
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ci sarà lo split del vortice polare
ci sarà lo split del vortice polare
Il vortice polare è una vasta circolazione di venti che ruota attorno al Polo Nord negli strati alti dell'atmosfera, soprattutto nella stratosfera. Fa parte della normale variabilità dell'inverno e non è una struttura rigida; può restare compatto, deformarsi, spostarsi dal Polo oppure, nei casi più estremi, dividersi in due lobi distinti.
Attualmente il vortice polare risulta allungato, una configurazione che contribuisce alle ondate di gelo osservate sul Nord America e su parte dell'Asia. L'aria artica che si riversa dal continente americano in oceano Atlantico alimenta poi le basse pressioni che si portano verso l'Europa e l'Italia. 
Questa situazione 'atlantica' è destinata a perdurare almeno fino al 10 febbraio; poi secondo le previsioni, il vortice polare dovrebbe passare dalla fase di allungamento a una possibile scissione in due lobi (lo split del vortice polare), favorita da un riscaldamento stratosferico (lo stratwarming). E questo potrebbe mescolare le carte in tavola. 
Lo split del vortice polare è un evento raro e, in questo caso, si tratta ancora di un tentativo: l'energia che prova a innescare la scissione potrebbe non essere sufficiente, portando al massimo a un quasi-split, senza una vera separazione stabile del vortice.
Anche in assenza di uno split completo, un evento che inciderebbe in maniera significativa sulla circolazione per più tempo, Anche in assenza di uno split completo, un evento che inciderebbe in maniera significativa sulla circolazione per più tempo, un vortice polare disturbato può rendere più probabili circolazioni ondulate e scambi meridiani, a patto che la troposfera sia già predisposta a reagire in questo modo. 
È però ancora troppo presto per ipotizzare effetti al suolo concreti dopo il 10 febbraio: al momento si tratta di evoluzioni ancora incerte e qualsiasi dettaglio sugli impatti sarebbe in gran parte speculativo. L'incertezza dipende anche dalla differente simulazione dei modelli. Parlare di effetti al suolo significa anche accettare che, in alcuni casi, l'evoluzione possa non tradursi in cambiamenti significativi, soprattutto quando la risposta del vortice si limita a un quasi split.
Uno stratwarming, anche di tipo Major, non garantisce freddo e neve alle medie latitudini. Aumenta la probabilità di alcune configurazioni atmosferiche, ma gli effetti al suolo dipendono sempre da come la circolazione riesce a tradurre questi segnali in configurazioni concrete. Nei sistemi caotici come l'atmosfera, la probabilità non è una debolezza ma è l'unico linguaggio onesto.
split del vortice polare asimmetrico
split del vortice polare asimmetrico
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