SANTUARIO DI MONTEVERGINE, TRA SACRO E PROFANO - Attraversiamo l'Appennino abruzzese e quello frusinate per approdare in Campania e raggiungere un monastero in Irpinia. Si tratta dell'Abbazia di Montevergine, un santuario dalla storia millenaria, incastonato nella roccia a quasi 1300 metri d'altezza, sopra il comune di Mercogliano (AV). La sua peculiarità è legata al fatto che dal 1884 al suo interno esiste un Osservatorio Meteorologico, che rappresenta un punto di riferimento per la climatologia appenninica dell'Italia meridionale, oltre che una fonte preziosa di misure meteorologiche del passato. Il Santuario, inoltre, è meta di un pellegrinaggio della comunità LGBT+ ogni 2 febbraio, in onore della Madonna di Montevergine, protettrice degli emarginati.
L'Osservatorio Meteorologico
L'Osservatorio Meteorologico nel 2020 è stato riconosciuto dall'OMM (Organizzazione Mondiale della Meteorologia) come "stazione centenaria", un riconoscimento che pochi osservatori storici italiani possiedono. Qui ci accoglie Vincenzo Capozzi, ricercatore presso l'Università Parthenope di Napoli e docente di Meteorologia, che è anche presidente e referente scientifico dell'Osservatorio, dove cura la gestione dei dati e la manutenzione degli strumenti di rilevamento meteo. Al suo fianco don Maurizio, Padre benedettino di Montevergine, che ci ha aperto le porte del Santuario accompagnandoci in un'ala privata del monastero dove si respira una forte spiritualità.
Missione Italia viene accolta da Vincenzo Capozzi (Uniparthenope) e don Maurizio
La serie storica di dati meteorologici parte dal 1884 e prosegue quasi ininterrotta fino ai giorni nostri: le rilevazioni, inizialmente trascritte a mano nei registri dell'Osservatorio, venivano annotate tre volte al giorno dai monaci benedettini; ora tutto viene registrato e archiviato automaticamente. Gli strumenti di rilevamento dell'epoca erano molteplici, tuttora presenti ma non più in funzione: spaziano dal termoigrografo al barografo, fino all'eliofanografo. Ora la nuova e più moderna strumentazione è posizionata sul terrazzo dell'Osservatorio, da dove si gode di una bellissima vista che si apre sulla Valle del Sabato e la città di Avellino.
Il patrimonio eccezionale di misure meteorologiche, digitalizzate interamente dallo stesso Vincenzo, ha consentito di ricostruire quelle che sono state le variazioni del clima avvenute in area appenninica negli ultimi 140 anni. Possiamo dunque considerare questo Osservatorio come una sentinella dei cambiamenti climatici, almeno per quanto riguarda la realtà montuosa dell'Italia meridionale.
I registri dell'Osservatorio, dettaglio sui dati del Febbraio 1956
Strumentazione meteo dell'epoca
Strumentazione meteo dell'epoca
Il terrazzo dell'Osservatorio con la nuova strumentazione
Il panorama che si vede dall'Osservatorio, Valle del Sabato e città di Avellino sullo sfondo
COSA E' EMERSO DALL'ANALISI DEI DATI METEO - L'analisi della lunga serie storica di dati raccolti evidenza come ci sia stato un graduale riscaldamento a partire dagli anni '90. Trend, questo, che si è notevolmente intensificato negli ultimi anni. Capozzi pone l'attenzione soprattutto sulla temperatura media annua registrata nel periodo che va dal 2020 al 2024, che risulta ben 2.1°C più alta di quanto sia stato registrato nel periodo che va da fine '800 alla fine degli anni '80 del secolo scorso. Considerando invece l'ultimo trentennio, abbiamo avuto un aumento della temperatura media annua esattamente di 1°C. Sul fronte delle precipitazioni, soprattutto quelle nevose, è stata registrata una notevole diminuzione degli apporti a causa di stagioni invernali mediamente più miti.
SFIDE IMPORTANTI PER IL FUTURO - Secondo Capozzi stiamo vivendo una fase 'sub-climatica' estrema, o quantomeno particolare. Questo contesto ci porterà di fronte a sfide importanti: l'estremizzazione dei fenomeni meteorologici, dovuta per lo più ai recenti cambiamenti climatici, si deve affrontare sotto vari aspetti, da quello politico a quello culturale e scientifico. Ci vuole un radicale cambiamento di coscienza, innanzitutto culturale, che ci faccia vivere in maggiore armonia con l'ambiente che ci circonda. Dobbiamo evitare quelli che sono stati gli errori del passato a favore di una maggior protezione, tutela e conservazione ambientale; inoltre è necessario un maggior investimento delle risorse economiche verso la ricerca scientifica, puntando infine sulla formazione didattica, e non solo, delle nuove generazioni.