Quando il fotovoltaico entra in sinergia con l'ambiente. Pascoli erbosi nel deserto tibetano
Uno dei principali limiti all'espansione del fotovoltaico è sempre stato l'uso del suolo. La produzione di grandi quantità di energia solare richiede infatti superfici estese che non sempre possono essere ricavate dalle coperture degli edifici. La necessità di installare impianti a terra alimenta da anni il dibattito sul possibile conflitto tra produzione energetica, agricoltura e allevamento. Una contrapposizione che potrebbe non essere sempre inevitabile.
Una risposta potrebbe arriva dalla Cina, dove uno dei più grandi impianti fotovoltaici al mondo sta offrendo spunti interessanti proprio su questo tema. Nell'area occupata dall'impianto, realizzato in una regione semi-arida dell'altopiano tibetano, la vegetazione è progressivamente aumentata fino a consentire il pascolo di migliaia di pecore tra le file dei pannelli. I pannelli infatti modificano il microclima locale, riducendo il riscaldamento del terreno e limitando l'evaporazione dell'acqua. In ambienti caratterizzati da scarse precipitazioni anche variazioni relativamente modeste possono favorire la crescita della vegetazione e migliorare le condizioni del suolo.
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