Secondo i dati diffusi da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale i consumi elettrici italiani nel 2025 sono rimasti sostanzialmente stabili, attestandosi a 311,3 TWh. Un dato che, a prima vista, potrebbe sembrare positivo, soprattutto in un periodo segnato da inflazione energetica e transizione ecologica. Ma dietro questa apparente stabilità si nasconde un'Italia sempre più divisa dal punto di vista dei consumi domestici. Le differenze territoriali rivelano infatti tre Paesi diversi: il Nord è l'unica macroarea a registrare una lieve crescita della domanda elettrica (+0,1%), il Centro mostra una piccola contrazione (-0,4%), mentre il Sud e le Isole segnano il calo più marcato (-0,7%). A incidere sono soprattutto le condizioni climatiche, che continuano a determinare esigenze energetiche molto diverse tra le famiglie italiane.
Nelle regioni settentrionali il peso maggiore resta quello del riscaldamento, mentre nel Mezzogiorno aumenta progressivamente l'impatto del raffrescamento estivo, con i climatizzatori ormai presenti in oltre il 56% delle abitazioni italiane. Sicilia, Veneto ed Emilia-Romagna guidano la classifica della diffusione dei sistemi di condizionamento, un dato che fotografa come il cambiamento climatico stia modificando abitudini e consumi lungo tutta la Penisola. Anche la struttura degli impianti evidenzia un forte squilibrio: il 79% delle famiglie utilizza sistemi di riscaldamento autonomi, soprattutto nel Nord-est e nel Centro, mentre gli impianti centralizzati restano concentrati nelle aree urbane del Nord e quasi assenti nel Mezzogiorno, segno di un divario infrastrutturale ancora evidente.