Sostenibilità - Meno asfalto, più alberi: così le città possono diventare più fresche
Negli ultimi anni le nostre città stanno diventando sempre più calde. Non è soltanto colpa dell'aumento delle temperature legato al cambiamento climatico, ma anche di come abbiamo costruito gli spazi urbani. Asfalto, cemento e grandi superfici impermeabili assorbono enormi quantità di energia solare durante il giorno per poi restituirla lentamente nelle ore serali e notturne, impedendo un raffreddamento efficace dell'ambiente. È il noto fenomeno dell'isola di calore urbana, che nelle giornate più torride può determinare differenze di diversi gradi rispetto alle campagne circostanti.
Per questo motivo sempre più città stanno puntando su una strategia tanto semplice quanto efficace: il "depaving", cioè la rimozione di asfalto e cemento per restituire spazio al terreno naturale, agli alberi e alle superfici permeabili. Non si tratta semplicemente di sostituire una pavimentazione con un'altra, ma di cambiare completamente il modo in cui una città interagisce con il clima. Un terreno permeabile assorbe l'acqua piovana, riduce il rischio di allagamenti e contribuisce alla ricarica delle falde. Gli alberi, invece, oltre a creare ombra, raffrescano l'aria attraverso il processo di evapotraspirazione, liberando umidità e sottraendo calore all'ambiente circostante. Il risultato è un miglioramento del microclima urbano che può tradursi in temperature sensibilmente inferiori proprio nelle aree più frequentate dalle persone. Diversi interventi realizzati negli ultimi anni dimostrano quanto questa strategia sia efficace.
In Francia, numerose piazze completamente pavimentate sono state trasformate introducendo alberature, prati e fontane. In alcune di queste aree le temperature superficiali estive si sono ridotte anche di oltre 10-15°C, mentre la temperatura dell'aria nelle ore più calde è diminuita di alcuni gradi, rendendo gli spazi molto più vivibili durante le ondate di calore. Parigi è oggi uno degli esempi più significativi. La capitale francese sta portando avanti un vasto programma di rinaturalizzazione urbana che prevede la trasformazione di molte piazze minerali in veri e propri boschi urbani. Tra gli interventi più importanti c'è quello di Place de Catalogne, dove saranno rimossi circa 4.000 metri quadrati di cemento per fare spazio a quasi 500 alberi, con l'obiettivo di abbassare le temperature estive e migliorare il comfort dei cittadini.
Anche in Italia qualcosa sta cambiando. Milano ha inserito il depaving tra gli strumenti principali del proprio Piano Aria e Clima, con l'obiettivo di restituire oltre 100 mila metri quadrati di suolo alla permeabilità naturale. Tra gli interventi già realizzati figurano via Toce, Piazza Imperatore Tito, i giardini di via Cermenate e il parcheggio del cimitero di Bruzzano, dove migliaia di metri quadrati di asfalto sono stati sostituiti da superfici drenanti, prati e decine di nuovi alberi. Anche Roma ha avviato numerosi interventi di rinaturalizzazione. L'ex area di cantiere della Metro C in via Ipponio è stata trasformata in un nuovo parco urbano con oltre mille metri quadrati di verde e nuove alberature, mentre altri progetti interessano Piazzale Clodio e il Parco Archeologico di Centocelle, con l'obiettivo di aumentare le superfici permeabili e ridurre il surriscaldamento estivo.
Esperienze analoghe sono ormai diffuse in molte città europee. Ad Amsterdam il programma Tegelwippen incentiva i cittadini a rimuovere le piastrelle dai giardini privati per sostituirle con terreno e vegetazione. In Belgio, la città di Lovanio porta avanti da anni il progetto Ontharden, che elimina progressivamente superfici asfaltate inutilizzate. Negli Stati Uniti, invece, il movimento Depave, nato a Portland nel 2008, ha già trasformato centinaia di migliaia di metri quadrati di asfalto in spazi verdi. Naturalmente il depaving non rappresenta la soluzione a tutti i problemi climatici. Da solo non fermerà il riscaldamento globale, ma può ridurne in maniera significativa gli effetti nelle aree urbane, dove oggi vive la maggior parte della popolazione. Ogni metro quadrato di asfalto sostituito da terreno permeabile e vegetazione significa meno calore accumulato, maggiore capacità di assorbire le piogge intense, più biodiversità e una migliore qualità della vita. In un futuro caratterizzato da estati sempre più lunghe e ondate di calore più frequenti, continuare a coprire il suolo con cemento e asfalto appare una scelta sempre meno sostenibile. Restituire spazio alla natura nelle città non è una moda né un ritorno al passato: è probabilmente una delle strategie più intelligenti per adattarci al clima che cambia.
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